Roma (RM)

Riciclaggio, sequestro di beni per circa 3 milioni di euro

Sono quattro le persone indagate, a vario titolo, per indebita percezione di erogazioni pubbliche, trasferimento fraudolento di valori e formazione fittizia del capitale.

Riciclaggio, sequestro di beni per circa 3 milioni di euro

È partita da una segnalazione di un’operazione sospetta l’indagine che ha portato al sequestro preventivo di beni e disponibilità finanziarie per un valore complessivo di circa 3 milioni di euro. L’indagine, condotta dai finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma e coordinata dalla Procura della Repubblica, ha consentito di ricostruire un’articolata operazione finalizzata all’ottenimento indebito di un mutuo superiore a 3 milioni di euro, assistito da garanzia pubblica.

 

Al centro degli accertamenti una società operante nel settore turistico-alberghiero, che sarebbe stata costituita e intestata formalmente a soggetti terzi per nasconderne la reale riconducibilità e aggirare le misure di prevenzione patrimoniali. Attraverso la società, nel giugno 2024 sarebbe stato ottenuto il finanziamento, utilizzato per acquistare un immobile di pregio a Roma e uno storico relais in Toscana. Secondo gli investigatori, il finanziamento e la garanzia pubblica sarebbero stati ottenuti fornendo informazioni non veritiere all’ente pubblico e all’istituto di credito, anche sulla destinazione degli investimenti e sulla situazione economico-patrimoniale della società, il cui capitale sarebbe stato incrementato fittiziamente. Sono emersi inoltre collegamenti con soggetti già destinatari, nel 2023, di una confisca di prevenzione per oltre 180 milioni di euro.

 

Il Tribunale di Roma ha disposto due sequestri preventivi per circa 3 milioni di euro: il primo, da 1,3 milioni, eseguito nell’aprile dello scorso anno; il secondo, attualmente in corso, riguarda il relais in Toscana e le disponibilità finanziarie degli indagati, per circa 1,7 milioni di euro.

 

Sono quattro le persone indagate, a vario titolo, per indebita percezione di erogazioni pubbliche, trasferimento fraudolento di valori e formazione fittizia del capitale.