Nessuna rivoluzione tattica all’orizzonte e nessun esperimento forzato. La Roma di Gian Piero Gasperini ha una linea ben definita per il reparto offensivo: il centravanti sarà uno tra Santiago Castro e Donyell Malen, con i due destinati ad alternarsi nel corso della stagione.
Il tecnico giallorosso lo ha spiegato chiaramente dopo l’amichevole persa contro il Cardiff: entrambi sono attaccanti centrali e, nelle sue idee, saranno utilizzati soprattutto come riferimento offensivo del sistema con due trequartisti alle spalle. Una gerarchia che non significa necessariamente titolarità fissa, ma una gestione delle energie fondamentale in una stagione con campionato e competizioni europee.
La prima prova è arrivata proprio in Galles. La gara è iniziata con Castro al centro dell’attacco, poi nella ripresa è entrato Malen, che ha preso il posto dell’argentino. Una staffetta che potrebbe diventare una costante durante l’anno, con ruoli invertiti quando sarà l’olandese a partire dal primo minuto.
«Castro è un ottimo acquisto, la sua è stata una grande operazione, una di quelle che ti migliorano», ha spiegato Gasperini. «Lui è essenzialmente un centravanti, esattamente come lo è anche Malen. Poi ci saranno altre situazioni in cui potranno giocare anche insieme».
La convivenza, quindi, non è esclusa del tutto, ma rappresenta più una soluzione da utilizzare in determinate circostanze. Per esempio quando la Roma avrà bisogno di aumentare il peso offensivo o recuperare un risultato, con la possibilità di schierare due punte pure contemporaneamente.
La scelta di investire 35 milioni di euro più il 10% sulla futura rivendita per Castro non nasce dall’idea di acquistare una semplice alternativa. Il motivo è legato alla gestione di una rosa più profonda e competitiva. Gasperini sa bene che, affrontando campionato e coppe, sarà necessario distribuire le responsabilità senza spremere sempre gli stessi giocatori.
Lo stesso allenatore lo ha ricordato parlando della scorsa stagione di Malen: «Nel girone di ritorno lo abbiamo quasi “impiccato”: giocava tutte le partite, non aveva mai tregua. Se succede la stessa cosa quest’anno rischiamo di perdere la sua qualità. Quando giochi la Champions a certi livelli devi avere una rosa completa».
Due caratteristiche diverse, dunque, per due interpreti che possono dare soluzioni differenti. Malen garantisce soprattutto profondità, velocità e capacità di attaccare lo spazio: caratteristiche preziose contro squadre che lasciano campo alle spalle della linea difensiva. Castro, invece, può essere più utile quando serve un giocatore capace di venire incontro, partecipare alla costruzione e dialogare maggiormente con i compagni.
La storia di Gasperini racconta comunque che le eccezioni non sono mai mancate. A Bergamo il tecnico ha spesso trovato soluzioni con due attaccanti insieme, soprattutto contro difese a quattro o squadre che lasciavano spazio tra le linee. È successo con Muriel e Zapata, supportati da Gomez, ma anche con formule diverse nelle stagioni successive.
Castro e Malen, però, hanno caratteristiche particolari e una coppia stabile con entrambi dall’inizio resta difficile da immaginare. Più probabile una gestione alternata, con la possibilità di cambiare volto alla squadra durante le partite.
D’altra parte, se c’è un allenatore abituato a sorprendere con nuove soluzioni offensive è proprio Gasperini. E anche questa volta la sua Roma potrebbe regalare qualche variante inattesa nel corso della stagione.