Roma (RM)

Caso Gregori-Orlandi, De Priamo: “Le indagini furono fatte malissimo”

L'ex presidente della Commissione: "Non ho elementi per escludere ruolo della Stasi, ma nemmemo altre piste"

Caso Gregori-Orlandi, De Priamo: “Le indagini furono fatte malissimo”

“Alcune tematiche non si escludono vicenda, non ho oggi elementi per poter escludere un ruolo della Stasi e ho molti sospetti che questo ruolo ci possa essere stato un minuto dopo la scomparsa forse anche un minuto prima ma questo non fa escludere” altre piste come “non la Banda della Magliana, ma un ruolo di persone vicine a Renatino De Pedis nell’inganno e sottolineo inganno che è stato fatto ad Emanuela”, “così come non possiamo escludere che nel contesto dell’azione” di un presunto prelevamento di Emanuela “non si sia innestato un elemento di predazione sessuale” perché poi “chi poteva svolgere un lavoro sporco per una ragione di Stato le due ragazze da qualche parte le deve aver lasciate”. Lo ha detto l’ormai ex presidente della Commissione bicamerale di inchiesta sulle scomparse di Mirella Gregori e di Emanuela Orlandi, il senatore Andrea De Priamo, intervenendo alla presentazione del volume “1983 – Mirella Gregori, Emanuela Orlandi e l’istruttoria del giudice Martella sull’attentato al Papa” scritto dal giornalista ed ex consulente proprio della Commissione bicamerale di inchiesta, Gian Paolo Pellizzaro.

Alla presentazione ha preso parte anche l’ex giudice Ilario Martella. “Mi sento di dirlo – ha aggiunto De Priamo -. Le indagini sono state fatte malissimo all’epoca da un punto di vista della ricerca, su quello che è il triangolo che potrebbe rappresentare il bar Italia sul caso di Mirella Gregori, intorno a soggetti come Sonia De Vito, Fabio De Rosa, Giuseppe Calì e faccio proprio i nomi perché in questa fase si deve essere trasparenti, così come – ha aggiunto – il triangolo attorno alle amiche strette di Emanuela, Raffaella Monzi, Laura Casagrande e Sabrina Calitti”.