Lombardia

Rho piange Enrico Borghetti anima del ciclismo e di Settegiorni

Aveva 80 anni è morto nella notte, conosceva tutti e oggi saranno in tanti a dedicargli un pensioero

Rho piange Enrico Borghetti anima del ciclismo e di Settegiorni

Il dovere di cronaca a volte, va un centimetro oltre la tristezza che avvolge cuore e mente… Enrico Borghetti, il “nostro” Enrico Borghetti, ci ha lasciato nella notte tra sabato e domenica. Ed è una delle notizie che mai si vorrebbero dare, perché riguardano una persona che ha condiviso l’avventura editoriale di Settegiorni sin dal primo giorno. E anche negli ultimi mesi, in cui non stava bene il suo primo pensiero, il venerdì mattina era quello di leggere il suo Settegiorni.

Il “Borgo” conosceva tutti e saranno in molti a dedicargli un pensiero

Ex giocatore di rugby, fisico massiccio, il “Borgo” era soprattutto un grande appassionato di ciclismo. Conosceva tutti, e di tutti loro sapeva ricostruire passato e presente snocciolando vittorie, gare e curriculum. Seguire una corsa col Borghetti era come mettersi al volante di una monoposto: che peripezie al volante di quella macchina, tra strade asfaltate e scorciatoie improponibili, pur di arrivare nel posto giusto, al momento giusto, guardare il passaggio dei corridori e, nove volte su dieci, capire come sarebbe andata a finire. Quando il gruppo imboccava il rettilineo per iniziare lo sprint, pur a centinaia di metri di distanza, al “Borgo” bastava guardare la postura e la spinta sui pedali per capire chi c’era in testa.

Cercava di trasmettere ai suoi piccoli allievi l’impegno, la costanza, il sacrificio ma anche l’entusiasmo e la passione

Carattere un po’ guascone, innamorato della sua famiglia, Enrico Borghetti, aveva 80 anni compiuti lo scorso mese di novembre,  ha fatto della schiettezza un suo valore primario, anche a costo di non trovare il conforto di chi, nell’ambiente delle due ruote, la pensava diversamente e magari gli voltava le spalle indispettito. Proprio per questo gli fu riconosciuto il simpatico premio di “penna arrabbiata” che Enrico accettò col sorriso sulle labbra. Perché, dopotutto, a lui interessava il ciclismo praticato, non quello parlato… Per questo, nelle vesti di direttore sportivo della squadra Giovanissimi del Biringhello, cercava di trasmettere ai suoi piccoli allievi l’impegno, la costanza, il sacrificio ma anche l’entusiasmo e la passione per quello che, per lui, era “Lo” sport.

Saranno in molti a dedicargli un pensiero

Ed oggi che ci si ritrova a piangerne la scomparsa, siamo certi che saranno in molti a dedicargli un pensiero

Ciao “Ciccio” ci mancherai i tuoi colleghi della redazione