Toscana

Peste suina africana, nuove restrizioni in Toscana

Coinvolti cinque municipi pratesi e aree limitrofe; indicazioni per cittadini, organizzatori e allevatori.

Prato, Vaiano, Vernio, Cantagallo e Montemurlo rientrano tra i territori sottoposti alle misure di biosicurezza e controllo previste per contenere il rischio di peste suina africana. Le disposizioni sono state trasmesse dalla Regione Toscana e comunicate ai sindaci dal presidente Eugenio Giani con una lettera.

Le restrizioni interessano anche alcune aree delle province di Pistoia, Lucca e Massa Carrara. I comuni della provincia pratese sono stati inseriti nella zona 1, classificata ad alto rischio, ma senza casi di contagio finora rilevati e accertati. La classificazione distingue i territori in base alla presenza o meno della malattia nei cinghiali e nei suini.

Le precauzioni per cittadini e organizzatori

La peste suina africana colpisce esclusivamente maiali e cinghiali e non si trasmette all’uomo. Le persone possono però contribuire involontariamente alla diffusione del virus trasportando fango o residui contaminati su calzature, ruote, attrezzature e veicoli.

Tra le indicazioni figurano l’obbligo di tenere i cani al guinzaglio, il divieto di abbandonare rifiuti e avanzi di cibo e l’invito a evitare prati e aree con vegetazione. Dopo le attività è necessario pulire e disinfettare scarpe, ruote, attrezzi e mezzi, utilizzando disinfettanti idonei.

Per le iniziative con la partecipazione di più di 20 persone occorre ottenere preventivamente il parere favorevole dell’Azienda sanitaria competente. Il promotore deve inoltre informare tempestivamente il Comune interessato.

Segnalazioni sui cinghiali

I Comuni devono installare la segnaletica nelle aree soggette a restrizione, diffondere le indicazioni alla cittadinanza e garantire, quando previsto, l’organizzazione degli accessi, dei parcheggi e dei controlli necessari.

In caso di ritrovamento di un cinghiale morto, ferito o in evidente difficoltà, le autorità raccomandano di non avvicinarsi e di non toccare l’animale. È necessario memorizzare il luogo e contattare il numero unico regionale 0573 306655, attivo ogni giorno, compresi i festivi, dalle 8 alle 20.

La collaborazione di cittadini, associazioni, organizzatori e istituzioni è considerata essenziale per limitare la diffusione della malattia e tutelare gli allevamenti, il patrimonio zootecnico e le filiere produttive della Toscana.