Verona (VR)

Verona, vertice in prefettura dopo i disordini studenteschi

Tommasi annuncia il confronto con il questore; in aula critiche dell’opposizione per gestione e messaggi allarmistici.

Le proteste degli studenti e i disordini registrati nel centro di Verona sono stati al centro del consiglio comunale di giovedì sera. A sollevare la questione sono stati i consiglieri di opposizione Nicolò Zavarise, della Lega, e Anna Bertaia, di Lista Tosi, che hanno chiesto al sindaco Damiano Tommasi chiarimenti sulla risposta dell’amministrazione e sulle misure previste per evitare nuovi episodi.

Zavarise ha ricordato che durante le manifestazioni si sono verificati il rovesciamento di cassonetti, l’incendio di cestini e danneggiamenti. Secondo quanto riferito in aula, sono state identificate oltre 60 persone, sette sono state accompagnate in Questura e sei denunciate. Il consigliere ha contestato al primo cittadino l’assenza, nei giorni successivi, di una presa di posizione istituzionale considerata chiara e tempestiva.

Il vertice con prefetto e questore

Bertaia ha invece posto l’accento sui messaggi allarmistici circolati nelle chat degli studenti, chiedendo all’amministrazione un piano immediato per la prevenzione, il presidio del territorio e la comunicazione pubblica. L’obiettivo, secondo la consigliera, è fornire informazioni verificate a ragazzi, famiglie, residenti e commercianti, con tempi e risorse definiti e in raccordo con le autorità competenti.

Alla discussione ha risposto il sindaco Damiano Tommasi, annunciando per lunedì 26 ottobre un incontro in prefettura con il questore. Alla riunione parteciperanno, oltre all’assessora alla Sicurezza Stefania Zivelonghi, anche gli assessori alle politiche educative, alle politiche giovanili e ai servizi sociali. Tommasi ha spiegato che il fenomeno non riguarda soltanto Verona o alcuni spazi della città e che deve essere affrontato considerando la sua complessità.

Il sindaco ha inoltre ricordato i contatti già avuti con prefetto e questore per analizzare la dinamica degli episodi e le loro conseguenze. Rispondendo alle critiche sulla mancata comunicazione pubblica immediata, ha affermato di comprendere l’esigenza di una presenza istituzionale su giornali, radio, televisioni e social, ribadendo però che il confronto con le autorità era già in corso.

Le chat e il rischio di emulazione

Un altro tema affrontato in consiglio è stato quello dei messaggi diffusi nelle chat dei ragazzi nei giorni successivi agli incidenti. Tommasi ha riferito che alcuni di quei contenuti sono arrivati anche sulle chat dei suoi figli e che diverse scuole si sono attivate per informare le famiglie. Le comunicazioni puntavano anche a evitare assenze legate al timore di nuovi disordini e a contrastare la diffusione di una possibile psicosi.

Il sindaco ha richiamato l’attenzione sulla presenza di minorenni tra le persone coinvolte e sulla necessità di prevenire fenomeni di emulazione o trascinamento. In questi casi, ha osservato, è interessata anche la famiglia dei ragazzi. Sul piano operativo, l’assessora Zivelonghi ha riferito che il 17 ottobre la polizia locale ha impiegato 32 operatori nelle aree indicate dalla Questura, proseguendo l’intervento fino alle 21. Gli agenti hanno collaborato ai controlli e alle identificazioni, mentre il sistema comunale di videosorveglianza è stato messo a disposizione per il monitoraggio e le successive indagini.