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Vannacci si sLega: chi segue il generale e quali sono i riflessi per via Bellerio e gli alleati

Siri: "Con Vannacci andranno forse due parlamentari". Borghi: "I sovranisti dovrebbero dare dimostrazione di unità, un generale non diserta"

Vannacci si sLega: chi segue il generale e quali sono i riflessi per via Bellerio e gli alleati

L’addio di Vannacci. Tra chi esulta (i leghisti, eccetto Salvini “deluso e amareggiato”), chi vede in Matteo Renzi (l’ex premier dicono si darebbe visto due volte in segreto con Vannacci, ma il generale minaccia querele) il gran tessitore di questo divorzio burrascoso (anche se consensuale) tra la Lega e il generale e chi cerca di immaginare dove andrà o se correrà da solo l’autore del libro “Il mondo al contrario”.

Certo molto dipenderà anche dalla reale portata di quelle che sono ora le primissime stime elaborate dai sondaggisti che danno Vannacci e Futuro Nazionale (la sua nuova “creatura”) assestati tra il 2 e il 4%.

Valutazioni che fanno il paio con la rappresentazione delle nuove dinamiche tra Centrodestra e Centrosinistra.

Vannacci via dalla Lega, le (nuove?) dinamiche della politica italiana

C’è chi è convinto che l’addio di Vannacci possa avvantaggiare Forza Italia (vedi le interviste dell‘eurodeputata e presidente della Consulta di Forza Italia Letizia Moratti a Il Foglio e del segretario nazionale dei giovani di FI Simone Leoni a Il Giornale), una compagine di centro senza la “macchia” di una “collaborazione” di coalizione con un personaggio di ultradestra.

Letizia Moratti europarlamentare Ppe e presidente della Consulta di Forza Italia

C’è chi invece tra gli osservatori politici vede nel divorzio dal generale un’occasione per la Lega per ricompattarsi sia al suo interno che guardando agli obiettivi e ai programmi di partito oltre che di Governo e amministrativi nelle Regioni e nei Comuni.

E’ questa ad esempio l’opinione dell’ex governatore del Veneto Luca Zaia.

Ma c’è anche nella Lega chi teme che questa separazione da Vannacci possa rappresentare un “regalo” alla Sinistra.

E’ l’idea espressa ieri dal vicesegretario della Lega e sottosegretario a Lavoro e Politiche sociali Claudio Durigon.

Durigon: "In Manovra lo stop all’aumento dei requisiti di età pensionabile"
Claudio Durigon vicesegretario nazionale della Lega

Se questa tesi fosse corretta (e dunque pensando ipoteticamente a una stima al 4% di Futuro Nazionale) è evidente che l’attuale coalizione di Centrodestra dovrebbe correre ai ripari.

La Lega nel ritrovare parte del suo consenso (basterà riproporre le questioni del Nord ed essersi liberati di visioni d’ultradestra?), ma più in generale cercando accordi al Centro (in primis con Carlo Calenda e Azione, più difficilmente con Matteo Renzi)

C'eravamo tanto amati, ma ora Calenda demolisce Renzi Fa ridere
Renzi e Calenda nel massimo culmine del Terzo Polo con Azione e Italia Viva

Vedremo che accadrà. Ma è chiaro che lo sguardo è rivolto principalmente alle Politiche del 2027.

Un divorzio quasi annunciato, chi esulta nella Lega

Come detto, quello tra Vannacci e la Lega era un divorzio quasi annunciato.

Un “matrimonio” durato meno di due anni e che ora (a dispetto di Salvini e Durigon) vede esultare praticamente tutti nella Lega.

A cominciare dall’ex governatore del Veneto Luca Zaia che nei mesi scorsi era stato protagonista di un duro scambio di battute con il generale:

Il governatore del Veneto Luca Zaia (Lega)
L’ex governatore del Veneto Luca Zaia (Lega)

“Non sono sorpreso, non c’è nulla sotto il sole. È la conferma, vista la ‘lunga’ carriera che ha avuto in Lega, meno di un anno, che ha preso atto di essere un corpo estraneo. Probabilmente aveva un altro progetto, non ha trovato il giusto substrato per farlo crescere, e oggi decide di camminare sulle sue gambe. Vedremo quale sarà il potenziale di questa sua marcia che farà in solitaria”.

Sulla stessa falsariga, il commento di Armando Siri, capodipartimenti della Lega:

Armando Siri, ideologo della Lega e responsabile della scuola di politica

“Di sicuro molti militanti si sentono traditi da chi è stato votato per rappresentarli e che decide di lasciare il partito per un’avventura probabilmente più egotica che politica. Ma questo abbandono ci offra l’opportunità di riavvicinare tante migliaia di elettori che avevano deciso di allontanarsi”.

E ancora:

Con Vannacci andranno forse due parlamentari e pochissime persone dei territori. In moltissimi che l’avevano appoggiato, si stanno già tirando indietro. Non esiste il diritto all’odio e non si dà dell’anormale a chi esprime i propri sentimenti. La Lega è un partito dei territori, anticonformista, né di destra né di sinistra. Un partito concreto ma visionario”.

In chiaroscuro l’analisi di Claudio Borghi:

Claudio Borghi, parlamentare della Lega
Claudio Borghi, parlamentare della Lega

“E con Roberto aggiungiamo pure questa delusione personale alle non poche che ho avuto nella mia vita professionale e politica. Pazienza. Si apprezzano ancora di più quelli che ci sono sempre stati (e sempre ci saranno). Mai come oggi i sovranisti dovrebbero dare dimostrazione di unità per avere un peso decisivo nelle decisioni che dovranno essere prese. Un generale non diserta“.

E ora? Chi va con Vannacci: dal Mondo al contrario ai parlamentari

Pochi, pochissimi, ha sentenziato Armando Siri.

Ma ora chi andrà davvero con Vannacci? Chi farà parte dell’avventura di Futuro Nazionale (anche se Francesco Giubilei coordinatore di Nazione Futura e la famiglia di un ex parlamentare del M5S annunciano battaglia per il nome, la configurazione e i colori del simbolo)?

I primi rumors ci sono già.

L’associazione Il Mondo al Contrario (Mac) ha espresso sostegno a Roberto Vannacci, definendo la sua decisione come un passaggio netto e coraggioso che segna l’avvio di una nuova fase politica.

A dichiararlo è stato il presidente Guido Giacometti, che sottolinea come il movimento sia pronto a schierarsi al fianco del generale per contribuire in modo concreto alla nascita del nuovo soggetto politico:

“Il Mac metterà a disposizione struttura organizzativa, presenza sui territori e attivismo militante, affrontando questa nuova stagione con spirito unitario, disciplina e determinazione, a nome dell’intero direttivo nazionale”.

Nel frattempo emergono anche possibili movimenti individuali: Massimiliano Simoni, attualmente unico consigliere regionale della Lega eletto in Toscana, sarebbe pronto a lasciare il partito guidato da Matteo Salvini per aderire al progetto politico promosso dall’ex ufficiale della Folgore.

Massimiliano Simoni con il Generale Roberto Vannacci

Parallelamente, all’interno dell’area leghista si levano voci che sollecitano un chiarimento interno e un intervento più deciso verso chi, sia in Parlamento sia in Toscana, ha sostenuto politicamente Vannacci.

L’attenzione, in particolare a Montecitorio, è rivolta alle scelte dei tre deputati considerati vicini all’ex generale: Domenico Furgiuele, Rossano Sasso e Edoardo Ziello.

Edoardo Ziello con Roberto Vannacci

I tre si sono recentemente distinti per aver votato contro l’invio di armi a Kiev, esprimendosi in dissenso rispetto alla risoluzione unitaria della maggioranza, approvata dopo le comunicazioni rese dal ministro Guido Crosetto lo scorso 15 gennaio.