USB conferma lo sciopero generale del 30 ottobre e annuncia due appuntamenti a Livorno, nonostante l’ordinanza del ministro dei Trasporti Matteo Salvini che ha disposto il differimento della mobilitazione per alcune categorie del comparto. Il primo ritrovo è previsto alle 6 alla rotatoria di Ponte Penova, mentre il secondo è fissato alle 9 in piazza Cavour.
La protesta, proclamata dall’Unione Sindacale di Base, coinvolge i settori pubblici e privati e si inserisce in una giornata nazionale di mobilitazione. Al centro delle rivendicazioni ci sono il carovita, la perdita del potere d’acquisto dei salari, la precarietà, il costo della casa e la difesa dei servizi pubblici.
La contestazione al provvedimento
USB collega inoltre lo sciopero alla mobilitazione internazionale dei lavoratori portuali contro la guerra, il riarmo e il traffico di armi. Il sindacato contesta la decisione del ministro Salvini, definendola sbagliata e illegittima, e sostiene che il provvedimento limiti il diritto di sciopero. Per questo ha annunciato l’intenzione di mantenere la protesta per l’intera giornata anche nei settori interessati dalla precettazione.
L’ordinanza riguarda, secondo quanto comunicato dall’organizzazione, il trasporto aereo, i taxi, il trasporto pubblico locale, quello ferroviario e marittimo, gli appalti ferroviari e le attività legate alla circolazione e alla sicurezza stradale. Per gli altri comparti, USB sostiene che resti possibile aderire regolarmente allo sciopero generale.
Nel caso del trasporto pubblico locale, il provvedimento ministeriale ha disposto il differimento dello sciopero del 30 ottobre a un’altra data. Le fasce di garanzia inizialmente indicate da Autolinee Toscane, dalle 4.15 alle 8.14 e dalle 12.30 alle 14.29, devono quindi essere valutate alla luce della successiva ordinanza.
Rischio multe e provvedimenti disciplinari
Il sindacato informa i lavoratori delle conseguenze previste per chi, appartenendo alle categorie interessate, decidesse di scioperare comunque. Sono indicate sanzioni amministrative da 500 a 1.000 euro per i singoli lavoratori, oltre alla possibilità di contestazioni disciplinari.
USB assicura sostegno e tutela legale alle persone coinvolte, ma precisa di non poter sostenere economicamente eventuali sanzioni individuali. L’organizzazione invita quindi ciascun lavoratore a informarsi e a valutare consapevolmente le conseguenze della propria scelta. La mobilitazione sarà accompagnata anche dalla contestazione alla legge 146 del 1990, che disciplina lo sciopero nei servizi pubblici essenziali.