Sardegna

Sessanta milioni contro i danni alla produzione sarda

Il testo di FdI punta su recinzioni, reti e monitoraggio per proteggere coltivazioni, allevamenti e comparto ittico nel triennio 2026-2028.

Sessanta milioni di euro in tre anni per prevenire i danni provocati dalla fauna selvatica alle coltivazioni, agli allevamenti e alle attività di pesca e acquacoltura. È quanto prevede la proposta di legge depositata in Consiglio regionale da Fratelli d’Italia, con Emanuele Cera come primo firmatario, insieme al capogruppo Paolo Truzzu e agli altri consiglieri regionali del partito.

Prevenzione al posto dei soli indennizzi

Il provvedimento punta a intervenire prima che i danni si verifichino, superando un sistema basato soprattutto sugli indennizzi successivi. La proposta prevede uno stanziamento di 20 milioni di euro all’anno per il triennio 2026-2028: 48 milioni sarebbero destinati alle produzioni agricole e zootecniche, mentre 12 milioni verrebbero riservati al comparto ittico.

Le risorse dovrebbero finanziare recinzioni, barriere protettive, reti, sistemi di dissuasione e strumenti di sorveglianza e monitoraggio. Nei casi consentiti dalla normativa europea, i contributi potrebbero coprire fino al 100% delle spese ammissibili. L’obiettivo indicato dai promotori è ridurre l’impatto della fauna selvatica sulle attività produttive e rafforzare la capacità di prevenzione delle imprese.

Le specie indicate e le aree prioritarie

Nel presentare l’iniziativa, Cera ha richiamato i danni causati da cinghiali, cervi e cornacchie alle coltivazioni, oltre alle conseguenze per gli allevamenti e alla presenza dei cormorani nelle produzioni ittiche. La proposta dedica particolare attenzione alle piccole imprese, alle aree interne e ai territori ritenuti maggiormente esposti.

Secondo i firmatari, la misura avrebbe l’obiettivo di tutelare il reddito delle famiglie, salvaguardare i posti di lavoro e contrastare l’abbandono delle campagne, conciliando la difesa delle attività produttive con la tutela della biodiversità. Il testo prevede quindi un approccio fondato su strumenti di protezione e monitoraggio, affiancato dagli interventi già previsti per il ristoro dei danni.

Cera rivendica anche il significato politico della proposta, sostenendo che l’opposizione debba affiancare alla denuncia dei problemi l’indicazione di soluzioni concrete. Il consigliere ha rivolto un appello alla maggioranza perché valuti il provvedimento nel merito e ne sostenga l’iter, richiamando la necessità di tutelare imprese, lavoro e comunità rurali della Sardegna.