Milano (MI)

Scontro sul raduno dei Patrioti in piazza Duomo: passa l’ordine del giorno contrario alla manifestazione, opposizione spaccata

Il Consiglio comunale approva il documento contrario alla manifestazione in piazza Duomo: tensioni nel centrodestra

Scontro sul raduno dei Patrioti in piazza Duomo: passa l’ordine del giorno contrario alla manifestazione, opposizione spaccata

Si accende il confronto politico a Milano in vista del raduno dei Patrioti Europei in piazza Duomo organizzato dalla Lega.

Scontro sul raduno dei Patrioti in piazza Duomo: passa l’ordine del giorno contrario alla manifestazione, opposizione divisa

MILANO – Nella seduta di ieri, giovedì 16 aprile, il Consiglio comunale ha approvato un ordine del giorno contrario ai contenuti della manifestazione, giudicati incompatibili con i valori democratici della città.

23 voti a favore per l’Ordine del Giorno, Fratelli d’Italia lascia l’Aula

Il documento, presentato dalla presidente del Consiglio comunale Elena Buscemi (Partito Democratico), ha ottenuto 23 voti favorevoli, 5 contrari e 2 astensioni. Hanno votato contro i consiglieri della Lega e una rappresentante di Noi Moderati, mentre si sono astenuti il capogruppo di Forza Italia Luca Bernardo e la consigliera Deborah Giovanati. I consiglieri di Fratelli d’Italia hanno invece lasciato l’Aula al momento del voto.

Accese polemiche tra i partiti di destra

Proprio la dinamica della votazione ha acceso lo scontro politico all’interno dell’opposizione. Secondo la Lega, infatti, l’ordine del giorno sarebbe passato grazie alla presenza in Aula dei consiglieri di Forza Italia, che hanno contribuito a mantenere il numero legale nonostante l’uscita degli altri esponenti del centrodestra. Una scelta che il Carroccio ha duramente criticato, parlando di una “stampella” alla maggioranza guidata dal sindaco Giuseppe Sala:

” Con stupore abbiamo visto che non uscivano i consiglieri di Forza Italia presenti. Il numero legale lo ha tenuto chi siede in quest’aula perché candidato sindaco di centrodestra, Bernardo, o perché eletto con la Lega, Giovanati poi passata in Forza Italia. Siamo dunque rientrati votando contro. Per la seconda volta in un solo anno Forza Italia dopo San Siro ha fatto da stampella alla maggioranza Sala”, spiega la Lega.

Dura la replica della Lega, che sottolinea come, senza la presenza dei consiglieri azzurri, la votazione non avrebbe avuto esito favorevole. Da qui l’accusa di una frattura interna al centrodestra, già emersa in altre occasioni recenti.

Soddisfatta invece la presidente del Consiglio Elena Buscemi

Di segno opposto il commento di Buscemi, che rivendica il risultato politico ottenuto: da un lato aver portato al centro del dibattito pubblico il tema della manifestazione, dall’altro aver evidenziato le divisioni all’interno dello schieramento avversario. Secondo la presidente del Consiglio comunale, infatti, Forza Italia avrebbe preso le distanze dall’evento, mentre Fratelli d’Italia avrebbe scelto una posizione defilata uscendo dall’Aula.

Il voto segna dunque un passaggio politico significativo nel dibattito cittadino, non solo per il merito del provvedimento ma anche per gli equilibri interni all’opposizione, apparsi sempre più fragili alla vigilia della manifestazione prevista in piazza del Duomo.

Scavuzzo: “Raduno contro i lavori della Costituzione, ora aggiustano il tiro”

La vicesindaco Anna Scavuzzo, a margine del convegno “Milano, fine dei giochi?”, organizzato da Tempi e Ccl alla Biblioteca Ambrosiana, è tornata sul raduno dei Patrioti Europei:

“Un raduno va vietato nel momento in cui viola la Costituzione. Quindi io credo che ci sia stata una chiamata e un’adunata con delle parole d’ordine, soprattutto inizialmente, molto diverse da quelle che sono nel rispetto della Costituzione ed è stato il motivo per cui anche il Consiglio comunale, oltre al sindaco, si è espresso. Mi pare che alcuni abbiano cambiato un po’ il tiro, forse accorgendosi che stavano sobillando con delle parole anche molto violente”.

“Le piazze – ha aggiunto – nel rispetto della Costituzione, potranno esprimere il parere di tutti, senza violenza e senza che ci sia un attacco a quelli che sono i valori fondanti del nostro essere comunità democratica”.

A chi le ha chiesto se ci fossero timori per la sicurezza, Scavuzzo ha risposto: “Timori? Credo che la fiducia che riponiamo nell’attività del Prefetto e del Questore sia massima, e quindi non mi sento di esprimere una preoccupazione nei confronti di quello che sarà lo sforzo delle forze dell’ordine. Io credo che sia importante che sia fatto un richiamo a tutti i manifestanti perché le manifestazioni siano nel rispetto della Costituzione”.

Anpi: “Il corteo del 25 Aprile sanerà la vergogna, no al ritorno leggi razziste”

“Non permetteremo il ritorno della leggi razziste del 1938. La vergognosa manifestazione che si terrà il 18 aprile, a pochi giorni dalla Festa della Liberazione, verrà ‘sanata’ con la manifestazione di massa che festeggerà il 25 Aprile a ricordo della Liberazione dal fascismo. Inneggiare alla remigrazione significa pianificare la deportazione degli immigrati: un atto anticostituzionale oltre che disumano”, dichiara Primo Minelli, presidente provinciale di Anpi.

“Se si realizzasse questa assurda proposta, che l’Italia democratica e antifascista non permetterà, vedremmo tutta questa destra impresentabile, salire in bicicletta al posto dei rider per consegnare i pasti nelle nostre case, mungere le mucche nel Lodigiano, assistere i nostri anziani, lavorare nelle fabbriche e nei servizi in sostituzione degli immigrati. L’ Italia e l’Europa hanno già conosciuto la deportazione in tutta la sua disumanità. L’Italia non diventerà mai una ‘succursale’ di Trump”, aggiunge Minelli.