Nazionale

Scontro in Aula sulle misure per le botteghe nei centri storici

Il deputato dem denuncia il respingimento di proposte su canoni concordati e vantaggi fiscali per negozi e attività artigiane.

La desertificazione commerciale dei centri storici torna al centro del dibattito alla Camera. Andrea Gnassi, deputato del Partito democratico e componente della commissione Attività produttive, contesta la bocciatura degli emendamenti presentati dal Pd per sostenere le attività commerciali e artigiane di prossimità.

Secondo Gnassi, la maggioranza avrebbe respinto tutte le proposte dem, comprese quelle che, nella sua valutazione, non avrebbero comportato costi per lo Stato. Il parlamentare sostiene che la normativa lasci Comuni e imprese senza risorse per affrontare la riduzione delle attività nei centri storici e denuncia l’assenza di interventi specifici a favore delle botteghe tradizionali.

Le proposte su affitti e tributi locali

Tra gli emendamenti figuravano misure per consentire ai Comuni di promuovere accordi territoriali finalizzati a rendere più sostenibili i canoni di locazione per negozi e laboratori artigiani. Un’altra proposta puntava a introdurre agevolazioni sui tributi locali per i proprietari disponibili ad affittare gli immobili commerciali a condizioni concordate.

Il costo degli affitti viene indicato da Gnassi come una delle principali cause della chiusura delle attività di vicinato, spesso sostituite da grandi catene e fondi immobiliari. Il tema, aggiunge il deputato, sarebbe stato evidenziato anche dalle associazioni di categoria ascoltate durante i lavori parlamentari. Le proposte del Pd miravano inoltre a colmare un vuoto normativo: per le abitazioni esiste il sistema dei canoni concordati, mentre per gli immobili destinati alle attività commerciali non è previsto un meccanismo equivalente.

Il fondo per il commercio di vicinato

Nel suo intervento alla Camera, Gnassi ha contestato anche la cancellazione del fondo da 300 milioni di euro l’anno per la riqualificazione del commercio di vicinato, previsto nella versione della legge presentata nel 2022, secondo quanto riferito dallo stesso parlamentare.

Per il deputato, la difficoltà dei commercianti nel mantenere aperte le attività rappresenta un’emergenza che la maggioranza non starebbe affrontando. Gnassi richiama inoltre le preoccupazioni espresse da amministratori locali appartenenti alla stessa area politica della maggioranza e sostiene che il sostegno alle botteghe riguardi non solo la tenuta economica delle imprese, ma anche la vitalità sociale dei centri storici.

Nel suo intervento conclusivo, il parlamentare dem ha sottolineato il ruolo dei negozi di prossimità nel garantire servizi, creare relazioni e preservare il tessuto economico e identitario delle città. La contestazione politica riguarda quindi sia le risorse disponibili sia gli strumenti per favorire affitti accessibili e mantenere attive le attività commerciali e artigiane nei centri urbani.