Il governo italiano ha stabilito di prolungare la sospensione del Trattato di Schengen con la Spagna per ulteriori quindici giorni. La misura, introdotta per la prima volta sabato 1 agosto 2026 a seguito della crisi migratoria registrata presso la città autonoma di Ceuta, prevede l’esecuzione di verifiche mirate per le persone in arrivo sul territorio nazionale mediante rotte aeree e marittime provenienti dalla Penisola iberica.
L’orientamento espresso dall’esecutivo risponde all’analisi tecnica elaborata dal Comitato analisi immigrazione e sicurezza delle frontiere. Secondo quanto comunicato dalle autorità ministeriali del Viminale a Roma, l’intervento si rende indispensabile per il permanere dei fattori di rischio originari, pure prendendo in considerazione le iniziative intraprese dalle autorità di Madrid di concerto con le istituzioni dell’Unione Europea per conseguire la normalizzazione dell’area di confine.
Confronto tra le diplomazie
Le ragioni poste alla base del provvedimento sono state trasmesse dal titolare del Viminale, Matteo Piantedosi, al corrispettivo rappresentante dell’interno spagnolo, Fernando Grande-Marlaska, nel corso di un colloquio telefonico definito dalle parti come un momento di interlocuzione costruttiva. Il rappresentante delle istituzioni italiane ha ribadito l’auspicio che il provvedimento provvisorio rappresenti la fase conclusiva della restrizione.

Dal canto suo, il rappresentante della politica estera, Antonio Tajani, ha confermato tramite i canali ufficiali la linea adottata, sottolineando come la tutela della sicurezza nazionale risponda alle norme previste dagli accordi comunitari per contrastare i rischi di infiltrazione terroristica ed evitare ingressi irregolari sul suolo europeo.
La reazione del governo spagnolo
In risposta alla decisione italiana, il Ministero dell’Interno di Madrid ha disposto la medesima estensione per due settimane dei controlli sui soggetti provenienti dall’Italia via mare o via aerea. L’amministrazione guidata dal capo del governo presieduto da Pedro Sanchez ha motivato la disposizione richiamando il principio di reciprocità tra Stati membri.

I controlli disposti dalle autorità spagnole sono operativi dal giorno venerdì 8 agosto 2026 e manterranno la propria validità fino alla data di lunedì 7 settembre 2026. Fino a domenica 30 agosto 2026 le forze di polizia locali hanno sottoposto ad accertamento 1.066 voli commerciali e un volume totale di 12.337 passeggeri originari di Paesi terzi, con il coinvolgimento sul campo di 1.788 agenti operativi.
I dati dei respingimenti e degli accertamenti
Nel corso dell’intero mese di agosto 2026, gli accertamenti svolti alle frontiere italiane hanno condotto all’emissione di 31 provvedimenti di respingimento, otto dei quali indirizzati a cittadini di nazionalità marocchina. Le verifiche sulle liste dei passeggeri hanno interessato circa 500mila posizioni individuali, mentre le identificazioni dirette al momento dello sbarco o dell’atterraggio hanno riguardato oltre 180mila persone.
Le operazioni condotte dalle forze dell’ordine sul territorio nazionale nell’ambito del ripristino provvisorio dei confini hanno inoltre portato all’esecuzione di 6 provvedimenti di arresto. Il titolare del Viminale ha precisato che la misura non ha ostacolato la regolare circolazione dei cittadini europei, garantendo lo svolgimento ordinario dei flussi di transito.
Bene la scelta del governo di prorogare per altri 15 giorni i controlli alle frontiere aeree e marittime con la Spagna, in attesa che si creino realmente le condizioni per la ripresa della piena e libera circolazione. La decisione, in applicazione delle stesse regole di Schengen,…
— Antonio Tajani (@Antonio_Tajani) August 31, 2026
Le critiche dell’opposizione parlamentare
Le forze di minoranza in Parlamento contestano duramente la proroga delle restrizioni, accusando la maggioranza di fare propaganda ideologica a scapito della libera circolazione europea. Gli esponenti delle opposizioni definiscono il provvedimento un’azione puramente dimostrativa, inidonea a gestire i flussi migratori strutturali e dannosa per i rapporti diplomatici con il partner spagnolo.