Scansano (GR)

Rsa San Giovanni, Scansano contesta l’ipotesi di chiusura

La maggioranza critica il metodo del Coeso e chiede garanzie per ospiti, famiglie e dipendenti della struttura

La Giunta comunale di Scansano e i consiglieri di maggioranza prendono posizione contro l’ipotesi di chiusura della Rsa San Giovanni, emersa nelle dichiarazioni del presidente del Coeso Società della Salute, Antonfrancesco Vivarelli Colonna. Secondo gli amministratori, la proposta sarebbe stata illustrata senza un confronto preventivo con la sindaca di Scansano, che fa parte della Giunta esecutiva dell’ente.

La contestazione sul metodo

La maggioranza sostiene di condividere la necessità di razionalizzare i costi e di tutelare l’equilibrio finanziario del Coeso, ma ritiene che una decisione sulla struttura avrebbe richiesto maggiore cautela. Il principale rilievo riguarda la mancanza di trasparenza istituzionale: la proposta, affermano Comune e consiglieri, non sarebbe stata comunicata in anticipo alla rappresentante di Scansano, impedendo così ai componenti dell’organismo di conoscere, discutere e valutare l’ipotesi prima di un eventuale voto.

Per l’amministrazione comunale, la Rsa San Giovanni rappresenta una delle ultime strutture pubbliche della provincia di Grosseto e svolge una funzione rilevante per la comunità, anche per la possibilità di garantire rette più accessibili. Il passaggio a una gestione privata, secondo la posizione espressa dalla maggioranza, potrebbe ridurre i costi a carico del Coeso, ma comporterebbe il rischio di un aumento delle somme richieste agli utenti e alle loro famiglie.

Le preoccupazioni per ospiti e lavoratori

Nel documento viene contestata anche l’assenza di un confronto ritenuto adeguato con gli ospiti della residenza e con i loro familiari. La Giunta e i consiglieri chiedono inoltre garanzie sulla continuità occupazionale dei dipendenti, sostenendo che il futuro dei lavoratori non possa essere rinviato a una concertazione ancora non definita.

Secondo gli amministratori di Scansano, eventuali trasferimenti non possono essere affrontati considerando le persone come semplici numeri, senza tenere conto delle esigenze assistenziali e delle relazioni costruite all’interno della struttura. L’assistenza alle persone fragili, aggiungono, non può essere valutata esclusivamente come una voce di spesa da ridurre, ma deve essere esaminata anche alla luce delle ricadute su utenti, famiglie, dipendenti e comunità.

La maggioranza comunale giudica quindi la proposta sbagliata sia nel metodo sia nel merito e parla di una gestione caratterizzata da una logica troppo orientata agli aspetti commerciali e finanziari. A suo giudizio, il necessario approfondimento non sarebbe stato svolto e sarebbe stata invece comunicata una decisione già definita. La sindaca, la Giunta e i consiglieri di maggioranza confermano così la contrarietà alla chiusura della Rsa San Giovanni, chiedendo che qualsiasi scelta futura sia preceduta da un confronto istituzionale e dal coinvolgimento degli ospiti, delle famiglie e dei lavoratori.