Fabrizio Pagliarani, presidente provinciale di Fiba-Confesercenti e del Consorzio operatori balneari Marina Riminese, interviene nel confronto sul nuovo Piano dell’arenile di Rimini. In una nota diffusa il 10 settembre, Pagliarani sostiene che il dibattito sulle possibili macro-aggregazioni delle concessioni non possa essere affrontato soltanto valutando la dimensione delle future gestioni.
Secondo il rappresentante degli operatori, prima di stabilire come aggregare le imprese è necessario definire quale modello turistico-balneare si intenda costruire, quali servizi offrire e quale ruolo assegnare alle aziende che oggi costituiscono il tessuto economico della spiaggia. La trasformazione viene descritta come un passaggio destinato a incidere profondamente sull’organizzazione del litorale e sull’identità dell’offerta turistica.
Il ruolo dell’amministrazione comunale
Per Pagliarani, la responsabilità di governare il processo spetta innanzitutto all’amministrazione comunale, chiamata a programmare il territorio sulla base di una precisa idea di sviluppo. Il Comune ha già definito un quadro di riferimento attraverso il Piano dell’arenile, ma secondo Confesercenti non dovrebbe lasciare che siano soltanto le manifestazioni di interesse degli operatori a determinare dove e come nasceranno le nuove aggregazioni.
Un altro nodo riguarda la tutela delle piccole imprese balneari familiari. L’associazione riconosce la necessità di proteggerne la presenza, ma chiede coerenza nelle scelte: se la realizzazione delle macro-aggregazioni richiederà grandi investitori e risorse ingenti, il rischio indicato è che proprio le attività oggi radicate sul territorio non riescano a mantenere un ruolo nelle future gestioni.
La richiesta sulle micro-aggregazioni
Confesercenti contesta anche l’impostazione della manifestazione di interesse avviata dal Comune di Rimini. Se l’obiettivo è comprendere la domanda del mercato, sostiene Pagliarani, sarebbe necessario raccogliere indicazioni non soltanto sulle macro-aggregazioni, ma anche sulle micro-aggregazioni previste dal Piano dell’arenile.
La proposta è verificare prima, per ciascun tratto di spiaggia, l’eventuale interesse a realizzare interventi in forma singola o attraverso accorpamenti limitati. Solo in presenza di una carenza di disponibilità, secondo l’organizzazione, si potrebbe valutare il ricorso a progetti più ampi e motivare l’eventuale scelta di accorpare le concessioni esistenti.
Per questo Confesercenti ha scritto al Comune chiedendo di estendere l’indagine anche alle soluzioni di minore dimensione, così da ottenere un quadro più completo prima delle decisioni definitive. Pagliarani sottolinea che il futuro del litorale dovrà tenere insieme investimenti e innovazione, ma anche esperienza, competenze e radicamento territoriale. La dimensione delle concessioni, conclude, non dovrebbe essere l’unico criterio: alla base servono una scelta politica e una pianificazione urbanistica chiara sul modello di turismo e di impresa da sviluppare.