Viterbo (VT)

Ricorso al Tar per l’appalto dei servizi cimiteriali a Viterbo

La società Magif Servizi impugna la gara da 2,9 milioni di euro per i servizi cimiteriali del Comune di Viterbo

Ricorso al Tar per l’appalto dei servizi cimiteriali a Viterbo

La vicenda dei servizi cimiteriali a Viterbo ha preso una piega inattesa, con un ricorso al Tar del Lazio che potrebbe cambiare le carte in tavola. La società Magif Servizi ha deciso di impugnare la documentazione relativa alla gara d’appalto, mettendo in discussione l’intero processo di selezione.

Il contesto della gara

La fine del 2025 aveva visto l’approvazione dei documenti necessari per la messa a bando dei servizi cimiteriali nel cimitero San Lazzaro e in quelli delle frazioni di Viterbo. La procedura, aperta a tutti i partecipanti, prevedeva una concessione dal valore stimato di 2 milioni e 921mila euro. Le regole d’ingaggio includevano una base d’asta con un canone annuo in aumento fissato a 145mila euro, oltre a una fetta variabile legata alle cremazioni, strutturata con percentuali a scaglioni. L’amministrazione comunale aveva stabilito di valutare le proposte attraverso il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa.

Il ricorso al tar

La gara è finita in tribunale con la richiesta di una delle aziende partecipanti, Magif Servizi, che ha deciso di impugnare la documentazione depositando un ricorso al Tar del Lazio contro il Comune di Viterbo. L’offensiva legale è scattata a fine gennaio con la notifica dell’atto, poi acquisito formalmente dai registri di palazzo dei Priori nei primissimi giorni di febbraio. L’azienda ha presentato un’istanza cautelare, anche inaudita altera parte, domandando ai giudici l’annullamento di “tutti gli atti di gara e di indizione della procedura”. Le richieste si spingono fino alla volontà di cancellare ogni “altro atto e/o provvedimento presupposto, connesso, conseguente e/o comunque collegato” all’intera operazione.

La risposta del comune

Di fronte alla concreta possibilità di vedere paralizzato l’affidamento, l’esecutivo cittadino ha autorizzato formalmente la resistenza in giudizio. Considerati i tempi ristretti imposti dalla procedura al Tar, l’ente ha optato per la nomina di un legale esterno. La difesa è stata affidata all’avvocato Angelo Annibali dello studio romano Aor, che opererà insieme ad altri tre colleghi. Questa operazione di difesa costerà alle casse pubbliche poco più di 9mila euro, comprensivi di Iva e oneri di legge.