Legnano (MI)

Radice si ricandida con una coalizione allargata: “Abbiamo costruito il trampolino, ora la città deve saltare”

A sostenere il sindaco uscente in cerca del bis non solo Pd, RiLegnano, Insieme per Legnano e Legnano Popolare, ma anche la nuova lista di ispirazione centrista Fare Centro con Radice.

Radice si ricandida con una coalizione allargata: “Abbiamo costruito il trampolino, ora la città deve saltare”

«Una squadra cresciuta, pronta a ripartire. Di nuovo con Lorenzo Radice candidato sindaco». Così la coalizione di centrosinistra si presenta ai cittadini di Legnano con l’obiettivo dichiarato di costruire «le basi per il prossimo salto».

La coalizione a sostegno di Radice si arricchisce di Fare Centro

Il luogo scelto per annunciare la ripartenza (il Bar Resegone nel quartiere Oltresempione) è lo stesso in cui nel luglio 2020 Radice aveva ufficializzato la propria discesa in campo. Oltre che da Partito Democratico, RiLegnano, Insieme per Legnano e Legnano Popolare, la nuova candidatura del sindaco uscente, «una scelta non scontata» ci tiene a sottolineare il primo cittadino, è sostenuta anche da una nuova lista, Fare Centro con Radice (civica di ispirazione centrista che raccoglie Azione, Italia viva e Partito Liberaldemocratico).

«Il gruppo è cresciuto in consapevolezza, qualità e quantità»

La decisione di tentare il bis alle prossime elezioni amministrative arriva al termine di un percorso «lungo sei anni» (tanti ne sono passati dall’8 febbraio 2020, data in cui la coalizione arancione aveva svelato il nome del proprio candidato sindaco alle ultime elezioni amministrative). E sulle battute finali di un mandato più lungo del normale (a causa del Covid) e attraversato dall’emergenza pandemica e dall’avvio del Pnrr, ma che – secondo il primo cittadino – ha visto crescere la coalizione di governo della città «in consapevolezza, qualità e quantità». Ma soprattutto «dopo un percorso di analisi seria per capire che cosa volevamo e dovevo volevamo andare», perché «la scelta del candidato sindaco dipendeva dagli obiettivi fissati dal gruppo: non c’è la persona buona per tutte le stagioni».

«Presenti quando c’erano i problemi e quando c’erano le feste»

L’incontro pubblico di oggi, sabato 14 febbraio, è stato l’occasione per presentare non solo il candidato, ma soprattutto la squadra: una coalizione più ampia e più consapevole. «Vi parlerò poco di me, molto di una squadra» ha detto Radice.
Una coalizione che rivendica metodo e risultati. «Abbiamo discusso, ragionato, cercato sempre l’interesse della città. L’obiettivo non è mai stato mettere bandierine, ma fare qualcosa di buono per Legnano». L’immagine evocata è quella di corse continue su e giù per le scale di Palazzo Malinverni, per non mancare i tanti appuntamenti, simbolo di un’Amministrazione presente «quando c’erano i problemi e quando c’erano le feste, non per cercare consensi ma per dire che l’Amministrazione c’è».

«Ripartiamo da 157 promesse mantenute su 191 (l’82 per cento)»

Radice ha mostrato la spilla arancione «ricevuta da un commerciante nei primi mesi di mandato, con la raccomandazione di agire sempre non per appartenenza politica ma per il bene della città» e ha detto grazie al gruppo «che sul tavolo ha sempre messo le idee e non gli interessi personali» e le scarpe consumate come metafora di un impegno costante: «Riparto da queste scarpe e da questa spilla». «Metterci la faccia è l’unico modo che conosco per amministrare. Legnano è stata una città di parola: quello che avevamo detto lo abbiamo fatto e io credo che in politica questo sia un bene prezioso». Il sindaco uscente ha rivendicato 157 promesse mantenute su 191 fatte, pari all’82 per cento, e circa 100 milioni di euro di investimenti portati in città, «cogliendo opportunità che probabilmente non torneranno». «Abbiamo fatto tante cose, sbloccato nodi storici e partite incagliate da anni, in qualche caso anche 18 anni, abbiamo dato una direzione alla città». «Barca ferma non governa», ha sintetizzato Radice, indicando come priorità la prosecuzione dei progetti avviati e il consolidamento di una strategia già impostata.

Asfalti, pattuglie serali, un nuovo centro e il palazzetto dello sport

Dopo la firma del protocollo d’intesa per l’arrivo dell’Università degli studi sull’area dell’ex Manifattura e la presentazione del progetto per la riqualificazione dell’ex sito industriale, guardando al futuro per il momento un grande progetto «simbolo» non c’è, ma sono tanti, e tutti pressanti, i temi su cui la coalizione che sostiene Radice promette di impegnarsi: nel settore dei lavori pubblici serve un piano straordinario asfalti, in quello della sicurezza urbana urge un intervento che possa garantire una maggiore presenza sul territorio nelle ore notturne («a questo proposito ho già avviato un confronto con il prefetto sul tema delle pattuglie notturne, con la consapevolezza che in questo Paese tra le forze dell’ordine mancano 40mila uomini»); centrale anche la rigenerazione urbana, con un progetto che ridisegni il centro dalla stazione al Sempione, e il ricorso a partenariati pubblico-privati sul modello di quanto fatto per la piscina con l’obiettivo di dare finalmente una risposta a quanti chiedono di dotare Legnano di un palazzetto dello sport.

La parola ai portavoce delle forze che compongono la coalizione

Dal Pd, per bocca del segretario Giacomo Pigni, è arrivato il richiamo a una città «pubblica e sociale», attenta alle aree verdi, alla casa, alla sanità e alle giovani famiglie, in un contesto segnato dall’invecchiamento della popolazione.

Roberto Casero di RiLegnano ha ribadito l’attenzione al tema dell’ambiente, l’attenzione «scientifica» al mondo giovanile,  l’impegno sulla mobilità e sull’innovazione, «temi che 14 anni fa, quando si è formata la lista civica, erano al margine del dibattito politico cittadino e che noi abbiamo voluto porre al centro di esso».

Eligio Bonfrate di Insieme per Legnano ha sottolineato il lavoro sul Peba (il Piano per l’accessibilità, l’usabilità, l’inclusione e il benessere ambientale) e l’istituzione del disability manager e a tal proposito ha ricordato e ringraziato Lella Roveda (colonna portante del progetto Peba e impegnata in un’incessante attività di monitoraggio su quello che in città costituiva una barriera, non solo fisica, per la vita delle persone con disabilità, scomparsa improvvisamente a gennaio all’età di 72 anni), ma anche l’impegno sul fronte case popolari e la rigenerazione di scuole e impianti sportivi, oltre a quello contro le mafie, con la costituzione di parte civile nel processo Hydra e con la creazione della Commissione intercomunale antimafia.

La coordinatrice di Legnano Popolare Daniela Colombo ha definito «riuscito» l’esperimento di collaborazione nato sei anni fa con Insieme per Legnano, non come somma di sigle ma come progetto condiviso, chiedendo agli elettori di consentire alla coalizione di proseguire un percorso «coerente e verificato nei fatti»: «Oggi ci ripresentiamo con la stessa coerenza e maggior determinazione, per continuare quello che abbiamo iniziato e che ha cambiato il volto di Legnano».

La novità Fare Centro con Radice, rappresentata da Paola Barbazza, ha indicato tre priorità – sviluppo economico, giovani e sicurezza – e ha rivendicato un approccio pragmatico, «lontano da ideologie che non aiutano ad interpretare il mondo di oggi», dichiaratamente europeista, che punta su merito, pari opportunità, servizi alle famiglie, integrazione attraverso opportunità lavoro e crescita personale. «La nostra non è una scelta data da un posizionamento nazionale, stiamo scegliendo persone e fatti. Per noi il merito è centrale e noi lo riconosciamo nel lavoro fatto da Radice» ha sottolineato Barbazza, che ha voluto ringraziare «questa coalizione che diventerà la nostra casa».

«Avere nuovi compagni di viaggio allarga le opportunità»

Una new entry che sposta la coalizione più verso il centro? «Abbiamo lavorato per costruire le basi di un trampolino che permetta alla città di tornare a saltare e ora la sfida è decidere come farlo. Avere nuovi compagni di viaggio allarga le opportunità, e il trampolino non è né di destra né di sinistra. Noi siamo stati, e vogliamo continuare a essere, la squadra di Legnano per Legnano».

«La politica come sintesi e non come contrapposizione»

Nel corso della presentazione è emerso come centrale anche il tema del metodo: «La politica è entrare in una stanza con un’idea mia e uscirne con un’altra, che è nostra» ha detto Radice, come definizione di politica intesa come sintesi e non contrapposizione». «Noi siamo quelli che si confrontano, discutono, fanno sintesi e poi agiscono tenendo ferma la barra dei valori. Qui non ci sono soldatini – ha detto Radice facendo riferimento a un’accusa più volte mossagli dagli avversari politici – ma persone che discutono e lavorano con pazienza».
La metafora finale è quella del Carroccio trainato da sei buoi: la complessità richiede una squadra, non un uomo solo. «So di avere con me una squadra, io sono solo quello che fa l’ultimo pezzo».

Gli incontri con i cittadini per stilare il programma

Il programma elettorale «scaturirà da un percorso di ascolto della cittadinanza che abbiamo già avviato» (il prossimo appuntamento con i cittadini è fissato per domani, domenica 15 febbraio, al gazebo che sarà allestito in corso Garibaldi all’altezza del civico 10 dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 18). Nei piani della coalizione la definizione del programma dovrebbe arrivare nel giro di un paio di mesi. La data delle elezioni amministrative 2026 non è ancora stata fissata ma è probabile che si vada al voto tra fine maggio e i primi di giugno (il primo turno potrebbe essere fissato per il 24 e il 25 maggio e l’eventuale ballottaggio per il 7 e 8 giugno).