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Meloni: “Nessuna mira sul Quirinale, non credo che gli Usa attaccheranno la Groenlandia”

La battuta: "Se chiedete a me che cosa vorrei fare, volentieri vorrei lavorare con Fiorello, vorrei essere pagata per lavorare con Fiorello"

Meloni: “Nessuna mira sul Quirinale, non credo che gli Usa attaccheranno la Groenlandia”

Nessuna “mira” sul Quirinale, la convinzione che gli Stati Uniti non attaccheranno la Groenlandia.

Sono stati altri due passaggi importanti, su temi di stretta attualità, della conferenza stampa di inizio anno di ieri, venerdì 9 gennaio 2026, della premier Giorgia Meloni.

Nessuna mira al Colle, ottimo rapporto con Mattarella

Riguardo il primo tema, di politica interna e i futuri scenari che interesseranno il prossimo inquilino del Quirinale, la presidente del Consiglio è stata chiara, trovando anche il modo di scherzare:

“Attualmente non c’è, nei miei radar, quello di salire di livello. Mi faccio bastare il mio livello. Mi basta quello che sto facendo, mi appassiona. Veramente, se lo farò ancora nella prossima legislatura, a questo livello, dipenderà dal voto degli italiani. Con Mattarella i rapporti sono ottimi, non sempre siamo d’accordo su tutto, ma quando c’è da difendere l’interesse degli italiani e del Paese, il presidente c’è sempre”.

La battuta su Fiorello

Poi appunto la battuta su Fiorello:

“Non so perché non mi proponete mai di andare a lavorare con Fiorello, a pagamento. Se chiedete a me che cosa vorrei fare, volentieri vorrei lavorare con Fiorello, vorrei essere pagata per lavorare con Fiorello”.

Ricordiamo che durante la sua giovinezza, Giorgia Meloni ha lavorato come babysitter per Olivia, la figlia della moglie di Fiorello, Susanna Biondo.

Le tensioni Usa-Danimarca per la Groenlandia

Meloni ha poi affrontato uno dei temi del giorno, in politica estera, le tensioni Usa-Danimarca per la Groenlandia segnate dalle mire espansionistiche di Donald Trump riguardo le terre rare.

La premier ha osservato:

“La situazione in Groenlandia? Difficile un’azione militare Usa, ma non la condividerei e credo anche che non converrebbe a nessuno. L’ipotesi di un intervento per assumere il controllo della Groenlandia è stato escluso da Rubio e dallo stesso Donald Trump. Io credo che l”amministrazione Trump con i suoi metodi molto assertivi stia ponendo l’attenzione sulla importanza strategica della Groenlandia per suoi interessi e per la sua sicurezza. E’ un’area in cui agiscono molti attori stranieri e credo che il messaggio degli Usa è che non accetteranno ingerenze eccessive di attori straniere”.

Le reazioni dei partiti

“Con il sì al referendum l’Italia sarà più sicura”, dice Galeazzo Bignani (FdI).

“Contenti per il particolare riconoscimento che la premier ha voluto fare per il lavoro straordinari di Antonio Tajani”, ha rilevato Raffaele Nevi (FI).

La Lega ha invece applaudito all’invito al dialogo con la Russia, ma criticando il Mercosur.

Proprio sulle divisioni fra Lega e alleati, il dem Peppe Provenzano ha lanciato la provocazione “Esiste ancora una maggioranza?”, mentre Elly Schlein ha rilevato “Toccherà a noi costruire un Paese più giusto”.

Il Cinque Stelle Giuseppe Conte:

“Farò, programmeremo: dopo tre anni di Governo la premier non è riuscita a dare una risposta ai 6 milioni di cittadini che rinunciano alle cure”

“Dialogare con Putin mentre sgancia le bombe è un tragico errore” per Carlo Calenda (Azione).

Durissimo infine il commento di Riccardo Magi di +Europa:

Riccardo Magi, segretario di +Europa
Riccardo Magi, segretario di +Europa

“Se la retorica è quella di Atrjeu, possiamo ben dire che nella conferenza stampa di Giorgia Meloni ha vinto il nulla. Sul piano interno, l’unica notizia data è che il governo è pronto ad andare avanti a colpi di maggioranza sulla legge elettorale, magari anche apponendo la questione di fiducia, approvandone una che avrebbe l’effetto opposto rispetto a quanto annunciato dalla premier in conferenza stampa: non dare forza al voto popolare, bensì togliere potere di scelta ai cittadini, visto che non ci sarebbero collegi, non ci sarebbero preferenze, non ci sarebbe doppio turno ma solo liste bloccate e un premio di maggioranza che non esiste in nessuna democrazia al mondo e che trasformerebbe una minoranza nel Paese in una forte maggioranza in Parlamento. Alla faccia del tanto decantato popolo”.