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Meloni: “Ci sono fragilità nuove, l’ascolto dei giovani non può più essere rimandato”

La premier all'apertura del Festival nazionale dell’Ascolto dei Minori: "Il mondo degli adulti non sta facendo abbastanza"

Meloni: “Ci sono fragilità nuove, l’ascolto dei giovani non può più essere rimandato”

L’ascolto dei più giovani non può più essere rimandato. È questo il messaggio centrale dell’intervento della Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in occasione della prima edizione del Festival nazionale dell’Ascolto dei Minori.

Pur non essendo presente fisicamente all’evento, Meloni ha voluto far arrivare il suo contributo, sottolineando quanto il tema sia oggi più che mai urgente.

“Il diritto all’ascolto dei bambini e dei ragazzi non è un principio astratto, ma un impegno concreto”, ha dichiarato, richiamando i valori sanciti dalla Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia.

Un Festival che mette al centro i giovani

L’iniziativa, realizzata anche con il contributo di realtà come UNICEF, si inserisce in un percorso istituzionale più ampio, che include la Giornata nazionale dell’ascolto dei minori.

Non si tratta solo di un evento simbolico, ma di un momento di confronto reale tra istituzioni, scuola, famiglie e comunità educante. L’obiettivo è chiaro: costruire una società più attenta ai bisogni delle nuove generazioni.

“Riscoprire il valore profondo dell’ascolto è una sfida che riguarda tutti”, ha spiegato Meloni, evidenziando come nessun attore sociale possa chiamarsi fuori.

Giovani, solitudine e relazioni fragili

Nel suo intervento, la Presidente del Consiglio ha posto l’attenzione su una realtà sempre più evidente: le fragilità che attraversano il mondo giovanile.

“Emergono tra i più giovani fragilità inedite, spesso segnate da solitudine, disorientamento, difficoltà a costruire relazioni autentiche”, ha affermato.

Una condizione che, secondo Meloni, è strettamente legata anche ai cambiamenti profondi introdotti dalla tecnologia.

Il digitale cambia il modo di vivere (e di relazionarsi)

Il passaggio più significativo riguarda proprio il rapporto tra giovani e mondo digitale.

“Le relazioni reali lasciano troppo spesso il passo a quelle virtuali”, ha osservato, descrivendo una quotidianità in cui lo smartphone prende il posto del contatto umano.

Il gesto di “tenere il capo chino sullo schermo” diventa simbolo di una distanza crescente tra le persone, anche quando sono fisicamente vicine.

Per gli adulti, questa trasformazione è già complessa. Ma per i più giovani, nati e cresciuti in un ambiente digitale, la distinzione tra online e offline è sempre più sfumata.

“Le due dimensioni sono molto spesso inscindibili e coincidenti”, ha sottolineato.

Non è solo un problema dei giovani

Uno dei passaggi più netti del discorso è quello che ribalta una convinzione diffusa: i rischi del digitale non riguardano solo i ragazzi.

“Nessuno è immune”, ha dichiarato Meloni. “Sbaglia chi sostiene che le conseguenze negative del digitale siano un problema che tocca solo i più giovani”.

Il punto, quindi, non è demonizzare la tecnologia, ma comprenderne l’impatto.

“I social media, il digitale, la tecnologia non sono problemi in sé. Sono sintomi di problemi molto più vasti”, ha spiegato, mettendo in luce come questi strumenti amplifichino fragilità già esistenti.

La responsabilità degli adulti

Da qui nasce una riflessione diretta e personale. Meloni parla “come mamma e come Presidente del Consiglio”, riconoscendo che il mondo adulto non sta facendo abbastanza.

“La prima a capire che il mondo degli adulti non sta facendo abbastanza per proteggere i bambini e i ragazzi sono io”, ha ammesso, indicando la necessità di “uno scatto in avanti”.

La responsabilità, dunque, è collettiva, ma parte proprio da chi dovrebbe avere più strumenti per comprendere e guidare: gli adulti.

Le risposte del Governo

Sul piano concreto, il Governo è al lavoro per individuare soluzioni efficaci. L’obiettivo non è introdurre divieti facilmente aggirabili, ma costruire un sistema più sicuro.

“Vogliamo offrire alternative di protezione e sicurezza e creare ecosistemi digitali protetti”, ha spiegato Meloni, lasciando intendere che il confronto con esperti e istituzioni sarà fondamentale per definire le strategie future.

Ascoltare davvero: una sfida educativa

Ma al di là delle politiche, il cuore del discorso resta uno: l’ascolto autentico.

“Ascoltare i nostri figli è tutt’altro che facile”, ha detto Meloni. “Richiede tempo, attenzione e la capacità di mettersi in discussione. Guardare un ragazzo negli occhi significa entrare in relazione, accettare una sfida educativa profonda”

In questo senso, il richiamo a San Giovanni Bosco è particolarmente significativo:

“Non basta amare i giovani: occorre che loro si accorgano di essere amati”.

Un messaggio che sintetizza perfettamente il senso dell’intervento: l’ascolto non è solo un atto, ma una prova concreta di presenza e cura.

Il futuro passa dai giovani

Il Festival nazionale dell’Ascolto dei Minori si presenta così come un punto di partenza, più che di arrivo.

“Il Governo non si tirerà indietro”, ha assicurato Meloni, ribadendo l’impegno a costruire una società in cui ogni giovane possa sentirsi “visto, riconosciuto e valorizzato”.

Perché, in fondo, è proprio da qui che passa il futuro del Paese: dalla capacità di ascoltare davvero le nuove generazioni.