Marche

Marche, proposta di legge contro l’isolamento sociale

Il testo prevede una sperimentazione triennale con 300mila euro annui e il coinvolgimento di Comuni, servizi e associazioni.

Una proposta di legge regionale per prevenire l’isolamento sociale involontario e rafforzare i legami tra le persone è stata presentata in Consiglio regionale delle Marche. Primo firmatario dell’iniziativa è Andrea Nobili, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra. Il testo è ora all’esame della IV Commissione assembleare permanente Sanità e politiche sociali.

L’obiettivo indicato dai promotori è intervenire prima che una condizione di solitudine o di progressiva esclusione renda necessario il ricorso ai servizi sociali o sanitari. La proposta punta a creare occasioni di incontro, dialogo e coinvolgimento, valorizzando gli interessi delle persone e le opportunità già presenti nei territori. L’iniziativa riguarda quindi non soltanto la presa in carico di situazioni di fragilità, ma anche la prevenzione e la costruzione di relazioni.

Il progetto di connessione

Il cuore del provvedimento è l’istituzione sperimentale del Progetto di connessione di comunità. Attraverso questo strumento, una persona che vive una condizione di isolamento potrebbe essere accompagnata verso attività coerenti con i propri interessi e le proprie aspirazioni. Tra gli esempi citati figurano associazioni culturali, attività sportive, laboratori, biblioteche, progetti ambientali, esperienze di volontariato e iniziative di cittadinanza attiva.

La partecipazione sarebbe volontaria e il percorso potrebbe essere interrotto in qualsiasi momento dalla persona interessata. Il progetto potrebbe essere richiesto direttamente dal cittadino oppure proposto dai servizi sociali, dalle Aziende sanitarie territoriali, dai medici di medicina generale, dai pediatri e dagli enti del Terzo settore. Secondo Nobili, l’intervento non dovrebbe sovrapporsi ai servizi già esistenti né introdurre una nuova forma di presa in carico, ma affiancare il sistema sociale e sociosanitario sul terreno delle relazioni e della prevenzione.

Risorse e attuazione

La proposta individua come risorse di comunità gli enti del Terzo settore, le associazioni culturali, sportive e ricreative, le cooperative sociali e di comunità, le scuole, le università, gli enti di formazione, le biblioteche, i musei, i centri civici, gli spazi di aggregazione e le realtà del volontariato. L’attuazione sarebbe affidata agli Ambiti territoriali sociali, con il Comune capofila incaricato di coordinare i progetti e mettere in relazione Comuni, Aziende sanitarie territoriali, organizzazioni e altre realtà locali.

La sperimentazione avrebbe una durata di tre anni e sarebbe regolata da un programma regionale. Quest’ultimo dovrebbe definire gli Ambiti partecipanti, gli obiettivi e i criteri di attuazione. Il testo prevede inoltre un fondo regionale di 300mila euro l’anno per l’intero periodo della sperimentazione. La proposta prosegue ora il proprio iter nella commissione consiliare competente, prima dei successivi passaggi previsti dall’esame assembleare.