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Manovra, Valditara annuncia lo stop ai tagli nella scuola

Il ministro punta a cancellare la riduzione dell’organico; i governatori chiedono più fondi per l’assistenza sanitaria

Manovra, Valditara annuncia lo stop ai tagli nella scuola

Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha annunciato alla Camera l’intenzione del governo di cancellare i tagli al personale scolastico inseriti nelle tabelle tecniche della legge di bilancio. L’intervento è arrivato durante il Question Time, mentre prosegue l’iter parlamentare della manovra. Per modificare la misura saranno presentati emendamenti nel corso dell’esame del provvedimento.

La previsione iniziale indicava una riduzione strutturale di quasi 7.000 posti a partire dall’anno scolastico 2027/2028, tra docenti e personale Ata, cioè amministrativo, tecnico e ausiliario. L’ipotesi aveva provocato proteste da parte dei sindacati e delle opposizioni. Valditara ha spiegato che l’obiettivo è eliminare la sforbiciata e ha attribuito una parte rilevante dei precedenti interventi sugli organici alle decisioni assunte durante il governo Draghi, con l’allora ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi.

Le cifre rivendicate dal ministro

Nel suo intervento, Valditara ha rivendicato l’aumento delle risorse destinate alla scuola durante l’attuale legislatura. Secondo i dati citati dal ministro, le prime quattro leggi di bilancio avrebbero prodotto una crescita strutturale del 13,1 per cento rispetto al 2022, mentre le risorse complessive del sistema scolastico sarebbero superiori del 30 per cento a quelle stanziate nell’intera legislatura precedente.

Il ministro ha inoltre riferito che finora sono state effettuate circa 206.000 assunzioni di personale e che per il prossimo anno scolastico sono previste altre 40.000 assunzioni di docenti. Nel confronto con la legislatura precedente, ha aggiunto, i docenti assunti sarebbero oltre 20.000 in più. Tra gli interventi citati anche il recupero di migliaia di idonei di precedenti concorsi.

Un’altro capitolo riguarda l’edilizia scolastica. Dal 2011 al 2022, secondo la ricostruzione fornita in Aula, gli enti locali avevano ricevuto complessivamente 6 miliardi di euro. L’attuale governo dichiara invece di avere mobilitato oltre 14 miliardi, di cui più di 5 miliardi di risorse nazionali. A queste somme si aggiungerebbero un nuovo piano straordinario da 1 miliardo e 650 milioni destinati all’efficientamento energetico degli edifici scolastici.

Il calendario della manovra

Le audizioni sul disegno di legge di bilancio sono previste da lunedì 9 novembre a giovedì 12 novembre. Sono attesi 67 soggetti, tra cui Bankitalia, Istat, Ufficio parlamentare di bilancio, enti locali, organizzazioni sindacali, associazioni delle imprese ed esperti di economia e sanità. Il termine per la presentazione degli emendamenti è fissato a martedì 17 novembre alle 18; il vaglio di ammissibilità dovrebbe svolgersi il 23 o il 24 novembre, con l’esame degli eventuali ricorsi il giorno successivo.

La commissione Bilancio ha già chiesto di stralciare almeno tre norme ritenute non coerenti con il contenuto di una legge di bilancio. Tra queste figurano la disponibilità a prezzo ridotto di versioni digitali stampabili dei libri di testo, il rilascio ai pazienti di un riepilogo delle prestazioni sanitarie e delle relative tariffe e l’assegnazione di personale alle strutture di supporto dei commissari straordinari per la ricostruzione dopo le calamità.

Sulla sanità è emerso infine un contrasto tra le esigenze territoriali e le risorse previste dal disegno di legge. La Conferenza delle Regioni, riunita in seduta straordinaria in vista dell’avvio dell’esame parlamentare, ha espresso all’unanimità un giudizio negativo sugli stanziamenti. I governatori chiedono un incremento del Fondo sanitario nazionale, ritenendo insufficienti le somme indicate nella manovra.