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Manovra con giallo, Salvini: “No, io non ne sapevo niente, sono il segretario del partito, ma non ero a conoscenza di questi provvedimenti”

Conte ha preso di mira la dichiarazione del leader della Lega, chiedendo come sia possibile che il vicepresidente del Consiglio non fosse a conoscenza delle misure

Manovra con giallo, Salvini: “No, io non ne sapevo niente, sono il segretario del partito, ma non ero a conoscenza di questi provvedimenti”

Verso la manovra, che confusione. Tra alcune crepe nella maggioranza, alcune situazioni paradossali (su tutte quella di Salvini e della Lega) e gli attacchi dell’opposizione.

Come detto, c’è un paradosso politico che rischia di accompagnare Matteo Salvini per tutta la discussione parlamentare sulla legge di bilancio.

Le pensioni e i tagli alla scuola, la strana situazione di Salvini

Il (confermato) segretario della Lega in queste ore sta infatti rivendicando con forza la necessità di intervenire sulle pensioni, indicando nell’uscita dal lavoro anticipata a 64 anni una priorità irrinunciabile del suo partito.

Allo stesso tempo, quando si parla dei tagli previsti per la scuola (che hanno mandato su tutte le furie il ministro Giuseppe Valditara), sostiene di non esserne stato informato e annuncia che il Carroccio presenterà le proprie proposte per correggere la manovra.

Due posizioni che, messe una accanto all’altra, sollevano più di una domanda sulla tenuta della maggioranza e sul grado di condivisione delle scelte economiche del Governo Meloni.

Perché la Lega esprime sia il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti sia il ministro dell’Istruzione (appunto Valditara). E Salvini, oltre a essere vicepresidente del Consiglio, ne è il segretario.

Pensioni, Salvini alza la voce: «La priorità è Quota 64»

Il primo terreno di confronto è quello previdenziale.

Salvini ha chiesto agli alleati di rispettare gli impegni assunti con la Lega, rivendicando la destinazione delle risorse previste in manovra per favorire l’uscita anticipata dal lavoro.

L’obiettivo del Carroccio è rendere possibile, dal 2027, il pensionamento a 64 anni, attraverso l’estensione delle possibilità di uscita anticipata anche a lavoratori oggi esclusi dalle formule previste per chi rientra interamente nel sistema contributivo.

Tra le ipotesi indicate dalla Lega c’è quella di una nuova Quota 100, con almeno 64 anni di età e 36 di contributi, accompagnata dal ricalcolo contributivo dell’assegno.

Sul tavolo ci sono circa 850 milioni di euro all’anno per il triennio 2027-2029.

Una dotazione che, secondo il sottosegretario leghista al Lavoro Claudio Durigon, non sarebbe sufficiente a realizzare la riforma nelle dimensioni auspicate.

Da qui la richiesta di ulteriori risorse e la promessa di dare battaglia durante l’esame parlamentare.

Il problema è che la proposta non raccoglie un consenso unanime nemmeno all’interno della maggioranza.

Fratelli d’Italia guarda con maggiore interesse a un utilizzo delle risorse per sostenere i lavoratori impegnati in mansioni usuranti o in condizioni particolarmente difficili.

Il responsabile economico di FdI, Marco Osnato, ha richiamato il rispetto degli accordi già definiti nella legge di bilancio.

“Non sapevo dei tagli alla scuola”: la frase che mette in difficoltà il leader leghista

È però sul fronte dell’istruzione che la posizione del vicepremier diventa più complicata.

A margine dell’inaugurazione di Eicma, a Milano, Salvini ha dichiarato che i tagli alla scuola sono un tema sul quale occorre riflettere e sul quale la Lega presenterà delle proposte.

Il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini

Alla domanda se si aspettasse le riduzioni previste dalla manovra, la risposta è stata netta:

“No, io non ne sapevo niente, sono il segretario del partito, ma non ero a conoscenza di questi provvedimenti”.

Il leader leghista ha quindi richiamato il ruolo del Parlamento, sostenendo che spetta alle Camere intervenire sulle misure che necessitano di correzioni, dalla scuola alla sanità fino alle pensioni.

Ha inoltre prospettato la possibilità di individuare risorse aggiuntive, anche attraverso un nuovo contributo da parte degli istituti bancari.

Resta però il punto politico: come può il segretario di un partito che guida due ministeri centrali per la definizione della manovra dichiararsi all’oscuro di una misura che riguarda direttamente il sistema scolastico?

La questione è diventata ancora più delicata dopo le indiscrezioni sui tagli agli organici: circa 7.000 posti in meno, tra docenti e personale amministrativo, tecnico e ausiliario.

Numeri che hanno alimentato le preoccupazioni del mondo della scuola e offerto all’opposizione un nuovo terreno di scontro con l’esecutivo.

Salvini prova a presentarsi come il sostenitore delle correzioni, ma così facendo finisce per alimentare un interrogativo sulla stessa gestione della manovra: o non è stato coinvolto nelle scelte, oppure sta cercando di prenderne le distanze una volta emerse le possibili conseguenze politiche.

Conte attacca il leader leghista sui social: «E lui dov’era?»

Tra le voci più dure nell’attaccare le strategie del Governo e in particolare Salvini c’è quella di Giuseppe Conte.

Il presidente del Movimento 5 Stelle ha affidato ai social una critica complessiva alla legge di bilancio, tornando sui contenuti della manovra e sulle contraddizioni che stanno emergendo nella maggioranza.

Nel video pubblicato online sul suo profilo Facebook, Conte mette in discussione la narrazione del Governo, accusato di aver presentato una manovra ambiziosa senza riuscire a chiarire fino in fondo le conseguenze delle proprie scelte.

Il leader pentastellato richiama le risorse destinate alla difesa, le difficoltà del sistema sanitario e i tagli che interesserebbero l’istruzione.

È proprio sulla scuola che Conte concentra una delle sue stoccate più efficaci.

Dopo aver ricordato la riduzione degli organici prevista, ha preso di mira la dichiarazione di Salvini, chiedendo come sia possibile che il vicepresidente del Consiglio non fosse a conoscenza delle misure inserite nella manovra.

“E lui dov’era?”, è la domanda che riassume la contestazione politica del leader M5S.

Un interrogativo che non riguarda soltanto la posizione personale del segretario leghista, ma investe il funzionamento dell’intera maggioranza.

Conte ha richiamato anche un’altra contraddizione: da una parte Salvini rivendica il superamento della legge Fornero attraverso Quota 64, dall’altra esponenti di Fratelli d’Italia contestano che la riforma previdenziale possa considerarsi effettivamente realizzata.

Secondo il leader del Movimento 5 Stelle, queste divergenze dimostrano le difficoltà del Governo nel presentare una linea coerente sui principali capitoli della politica economica.

Già nei giorni precedenti Conte aveva definito la manovra una “manovra di Halloween”, accusando l’Esecutivo di aumentare le risorse per armi e difesa, ridurre gli interventi destinati a scuola e pensioni e non garantire alla sanità tutti i fondi richiesti.

Il M5S ha inoltre rilanciato la proposta di destinare 13,5 miliardi di euro a investimenti negli istituti scolastici, sottraendoli al progetto del Ponte sullo Stretto.

Opposizioni all’attacco, l’ironia di Calenda: “Come si fa a votare Salvini?”

La contestazione non si limita ai Cinque Stelle. Anche altri esponenti dell’opposizione hanno colto l’occasione per mettere in evidenza le contraddizioni della maggioranza.

Da Alleanza Verdi e Sinistra, Angelo Bonelli ha ironizzato sulla possibilità che Salvini fosse distratto durante le riunioni del Consiglio dei ministri.

Dal Partito democratico sono arrivate critiche alla gestione della manovra e alla distanza tra gli annunci del Governo e le risorse effettivamente disponibili.

Anche il leader di Azione, Carlo Calenda, ha utilizzato toni sarcastici per commentare la dichiarazione del vicepremier.

Tornando al Movimento 5 Stelle, la senatrice Barbara Floridia ha contestato direttamente la presa di distanza del segretario leghista, sostenendo che la risposta di Salvini non sia sufficiente e chiedendo il ritiro dei tagli alla scuola.

Le polemiche si inseriscono in un quadro più ampio di tensioni.

La sanità è un altro capitolo sul quale le Regioni hanno espresso preoccupazioni (basti pensare alle dichiarazioni dell’assessore al Welfare della Lombardia Guido Bertolaso), mentre sul versante previdenziale resta aperto il confronto tra le diverse priorità dei partiti di Governo.