Nazionale

Le proposte di Meritocrazia Italia per la tutela della sicurezza nel comparto della logistica

Salute e sicurezza non sono mai un costo, ma il primo e più importante investimento sociale ed economico.

Le proposte di Meritocrazia Italia per la tutela della sicurezza nel comparto della logistica

La scorsa estate ha messo duramente alla prova il sistema logistico nazionale, mostrando in modo drammatico quanto il rischio caldo possa diventare pericoloso: magazzinieri, autisti e rider lavorano in ambienti non climatizzati, privi di zone d’ombra e aree di ristoro, esposti a temperature oltre i 40 °C. A questo si aggiungono strumenti inadeguati per la movimentazione dei carichi, mezzi obsoleti, ritmi eccessivi imposti da algoritmi, filiere frammentate e tutele parziali per rider e lavoratori atipici. Controlli e formazione insufficienti aumentano il rischio di incidenti e rendono fragile l’intero sistema.

Meritocrazia Italia e la sicurezza nel comparto della logistica

La sicurezza dei lavoratori non può essere delegata, ma deve diventare un impegno collettivo, con responsabilità chiare lungo tutta la filiera e interventi concreti a tutela di chi garantisce il funzionamento del Paese.

Per trasformare la logistica in un settore sicuro, moderno e rispettoso dei lavoratori, Meritocrazia Italia propone le seguenti azioni concrete:

– soglie nazionali obbligatorie per il rischio caldo: parametri chiari e uniformi su pause obbligatorie, sospensione delle attività nelle ore più critiche e limiti di esposizione al calore. Le soglie devono essere adattabili alle diverse realtà logistiche e vincolanti per tutte le aziende, con controlli periodici e sanzioni in caso di mancato rispetto, onde garantire protezione effettiva ai lavoratori durante ondate di calore estreme;

– estensione del d.lg. n. 81 del 2008 a rider e lavoratori atipici: includere tutti coloro che operano su piattaforme digitali o in contratti non standard nei protocolli di sicurezza. Ciò comprende l’obbligo di fornire dispositivi di protezione individuale (DPI) adeguati, assicurazioni obbligatorie, formazione specifica e il diritto alla disconnessione digitale, assicurando così tutela reale e uniforme per tutti i lavoratori della logistica;

– responsabilità solidale lungo tutta la filiera: committenti, appaltatori e subappaltatori devono essere corresponsabili della sicurezza. Ciò implica audit periodici, controlli incrociati e trasparenza totale sui processi di lavoro, affinché nessun anello della catena possa eludere la propria responsabilità. Solo un approccio integrato può garantire la protezione dei lavoratori e la sostenibilità dell’intero settore;

– controlli ispettivi rafforzati: più risorse, personale qualificato e strumenti tecnologici di monitoraggio per l’azione dell’Ispettorato del Lavoro e delle ASL. Verifiche mirate e regolari nei poli logistici e nei magazzini vanno affiancate da protocolli immediati di sospensione in caso di violazioni gravi, creando un sistema di prevenzione efficace e reale;

– incentivi e premialità per le imprese virtuose: riconoscere e valorizzare le aziende che investono concretamente in sicurezza attraverso sgravi fiscali, premi Inail, crediti d’imposta e altre forme di incentivazione. Gli investimenti in climatizzazione, mezzi ergonomici, innovazione e monitoraggio digitale devono essere premiati, creando un circolo virtuoso che renda la sicurezza un vantaggio competitivo e non un onere;

– formazione continua: corsi annuali obbligatori, a cura delle Regioni e delle singole imprese, e aggiornamenti su rischio termico, movimentazione sicura dei carichi, prevenzione dello stress lavoro-correlato e gestione dei protocolli di sicurezza. La formazione deve essere pratica, aggiornata e adattata alle diverse mansioni, in modo che ogni lavoratore conosca i rischi e sappia affrontarli in sicurezza;

– campagne di sensibilizzazione nazionale per diffondere la cultura della prevenzione, sensibilizzare sull’importanza della sicurezza e valorizzare la dignità del lavoro. Comunicazioni chiare, esempi concreti e iniziative sul territorio possono coinvolgere cittadini, lavoratori e imprese, creando un consenso sociale attorno alla protezione della salute dei lavoratori;

– sistemi di controllo elettronici obbligatori sui mezzi: strumenti digitali e sensoristica per monitorare in tempo reale efficienza, sicurezza e conformità dei veicoli. I sistemi dovranno includere blocchi automatici qualora vengano superati i tempi previsti per manutenzione programmata, riducendo rischi di incidenti e guasti, e rendendo la sicurezza effettiva e vincolante.

Salute e sicurezza non sono mai un costo, ma il primo e più importante investimento sociale ed economico.

La logistica può e deve diventare un settore moderno, giusto e competitivo, in cui la produttività non sia mai anteposta alla dignità della persona. Nessun progresso tecnologico od organizzativo ha senso se non è accompagnato dalla tutela di chi lavora, e ogni misura preventiva deve diventare norma condivisa.