Prato torna al centro del confronto politico sulla sicurezza e sul lavoro irregolare. In una dichiarazione diffusa il 14 ottobre 2026, Chiara La Porta, capogruppo di Fratelli d’Italia nel Consiglio regionale della Toscana, ha criticato l’amministrazione comunale e la Regione dopo una serie di episodi avvenuti nell’arco di 48 ore: un omicidio in via Marini, un’inchiesta sul caporalato con cinque cittadini cinesi raggiunti da misure cautelari, alcuni roghi e la presenza di dormitori abusivi.
La Porta ha rivolto le sue accuse al sindaco Biffoni, sostenendo che si trovasse a Bruxelles e che non avesse espresso, secondo quanto riferito dalla stessa esponente di FdI, una condanna pubblica sui fatti. La capogruppo regionale ha inoltre richiamato il recente incontro tra il sindaco, l’assessora Manetti e la console cinese, chiedendo di conoscere quali impegni siano stati assunti e se durante il colloquio sia stata affrontata la questione dello sfruttamento dei lavoratori e degli alloggi irregolari.
La richiesta di maggiori risorse
Nel mirino della consigliera è finito anche il finanziamento del Piano Lavoro Sicuro, nato dopo la tragedia della Teresa Moda. Il piano coordina ispettori delle Asl, forze dell’ordine e polizie municipali nelle attività di contrasto allo sfruttamento e alle forme di illegalità legate al lavoro e agli insediamenti abusivi.
Secondo La Porta, con la programmazione regionale 2026-2030 lo stanziamento destinato al Comune di Prato per il personale impegnato nei servizi interforze sarebbe stato ridotto da 350mila euro, indicati come risorse del 2018, a 50mila euro. Da qui la richiesta rivolta alla Regione di ripristinare i fondi e di rafforzare gli organici impegnati nei controlli, in particolare attraverso nuove assunzioni di ispettori Asl.
Le mozioni annunciate
Fratelli d’Italia ha annunciato la presentazione, nei prossimi giorni, di una mozione in Consiglio regionale per chiedere il ripristino delle risorse e l’incremento del personale ispettivo. Un secondo atto sarà presentato in Consiglio comunale a Prato con l’obiettivo di aumentare l’organico della polizia municipale e intensificare i controlli sul territorio.
Nel suo intervento, La Porta ha precisato che le responsabilità non devono essere attribuite a un’intera comunità, ma ai singoli soggetti coinvolti in eventuali attività di sfruttamento o nella gestione di dormitori abusivi. La richiesta politica è quindi quella di tradurre gli incontri istituzionali in impegni verificabili e in una collaborazione concreta tra amministrazioni, forze dell’ordine e strutture di controllo.