Chiavari (GE)

Impegno Comune e Vola Chiavari: “Sugli alloggi comunali serve trasparenza, non scontro giudiziario”

Le associazioni intervengono sulla delibera del 18 dicembre e chiedono chiarimenti sulle modalità di assegnazione e sul rispetto del confronto democratico

Impegno Comune e Vola Chiavari: “Sugli alloggi comunali serve trasparenza, non scontro giudiziario”

A Chiavari il dibattito politico si è riacceso attorno alla delibera di Giunta del 18 dicembre scorso relativa all’affidamento all’Agenzia per la Casa Tigullio della gestione di quattro alloggi comunali in Corso Lima. Una scelta che ha sollevato interrogativi sulle modalità di assegnazione degli alloggi e che, nelle ultime settimane, ha assunto toni sempre più accesi, fino a coinvolgere il piano giudiziario, ponendo al centro della discussione il tema della trasparenza amministrativa e del confronto democratico. Alberto Corticelli, Alessandro Calcagno e David Cesaretti dell’associazione Vola Chiavari insieme a Davide Grillo di Impegno Comune intervengono sul tema:

La vicenda nata attorno alla delibera di Giunta del 18 dicembre u.s. sull’affidamento all’Agenzia per la Casa Tigullio della gestione di quattro alloggi comunali ha assunto in questi giorni toni che riteniamo preoccupanti per la qualità del dibattito pubblico in città. Non intendiamo entrare nel confronto personale tra gli interessati, né alimentare polemiche individuali. Ci interessa, invece, la trasparenza amministrativa nelle scelte pubbliche e nel confronto aperto davanti ai cittadini.

Quando il confronto politico viene spostato nelle aule dei Tribunali, il messaggio che riceve la cittadinanza è allarmante: il dissenso e il confronto, laddove non travalichi nella maleducazione e nell’insulto, non dovrebbe MAI diventare un problema da silenziare perché è una risorsa utile e necessaria per migliorare l’attività della pubblica amministrazione. È legittima la tutela della propria immagine, laddove lesa, ma è altrettanto legittima e doverosa la critica delle scelte dell’amministrazione e il confronto pubblico, soprattutto quando il dibattito riguarda i beni comunali e le politiche abitative, un tema sensibile che tocca direttamente la vita delle persone. La domanda che molti cittadini si pongono è semplice: è questo il modo in cui vogliamo che si svolga il confronto politico a Chiavari? Non vogliamo immaginare una guida della città che preferisca affidare il dibattito ai Tribunali anziché alle sedi istituzionali preposte.

Nel merito della delibera, alcune questioni restano centrali e in attesa di chiare risposte: con quali criteri verranno assegnati i quattro alloggi comunali di Corso Lima? Per quale ragione non si è scelto di procedere con un bando pubblico e si è fatto ricorso all’Agenzia per la Casa Tigullio, uno strumento utile, ma nato principalmente per favorire l’intermediazione di alloggi di proprietà privata a canone calmierato? Quali forme di evidenza pubblica vengono garantite in questo percorso? Come saranno individuati i potenziali inquilini e cosa significa, esattamente, che i conduttori verranno “individuati autonomamente”, come si legge nel protocollo di intesa? Quali garanzie concrete di imparzialità, trasparenza e controllo sono previste affinché ogni cittadino possa var valere il proprio buon diritto all’assegnazione di un alloggio comunale?

Non stiamo formulando accuse, ma ponendo semplici e legittime domande necessarie per far comprendere ai cittadini le modalità di gestione dei beni pubblici e delle politiche sociali del Comune di Chiavari.

Il delicato tema della casa riguarda le fasce più deboli, lavoratori, famiglie in difficoltà e la cosiddetta “fascia grigia”; la massima chiarezza non è un optional, ma un dovere politico e amministrativo.

Riteniamo che l’Assessora Michela Canepa abbia il diritto, ma soprattutto il dovere, di fare piena luce su questi aspetti, spiegando con precisione la correttezza del percorso scelto, le garanzie e le modalità concrete di assegnazione. Questo chiarimento dovrebbe avvenire nell’ambito naturale del confronto democratico: in Consiglio Comunale, in modo pubblico e trasparente, davanti ai cittadini, e non attraverso querele e atti giudiziari che, in passato, hanno già causato la chiusura della nota pagina social dei Mugugni di Chiavari, sospesa in autotutela dagli amministratori e mai più riaperta.

Allorquando la reazione al confronto politico viene trasferita nei Tribunali, il rischio evidente è quello di vedere svilire la dialettica democratica con una deriva che impoverisce il dibattito pubblico e scoraggia il libero dissenso.

È un segnale che ci spaventa e deve far riflettere seriamente anche la stessa maggioranza che, secondo indiscrezioni, vede nella dott.ssa Michela Canepa il prossimo candidato alla figura di Sindaco del Comune di Chiavari a capo di una coalizione civica e apartitica.

Chi guida una comunità deve saper accettare le critiche, spiegare le scelte, confrontarsi apertamente, non sottrarsi al dibattito politico. Le istituzioni devono essere presidio di trasparenza e responsabilità. Anche su questo si misura la capacità di chi oggi governa e di chi pretende di governare domani.