L’esecutivo italiano ha definito il testo normativo per la cancellazione del tributo automobilistico destinato ai veicoli di piccola e media potenza e a tutti i motocicli. Secondo i dettagli contenuti nella bozza del provvedimento redatta mercoledì 16 settembre 2026, la misura si applicherà ai mezzi con potenza massima fino a 80 kilowatt. Il provvedimento fissa un limite preciso garantendo il beneficio a ogni contribuente per un singolo mezzo di trasporto regolarmente coperto da polizza assicurativa.
La disposizione legislativa fissa una finestra temporale circoscritta e copre i pagamenti il cui termine ordinario scade tra il primo gennaio e il 31 dicembre 2027. L’intervento riguarda la totalità dei veicoli a due ruote e oltre il 70 percento del parco circolante su quattro ruote, pari a circa 14,5 milioni di mezzi. L’operazione punta ad alleviare la pressione fiscale sui proprietari italiani, anche se la conferma definitiva attende il passaggio formale in Consiglio dei Ministri.
I nodi sulle coperture finanziarie e i trasferimenti regionali
La contrazione del gettito stimata dai tecnici statali ammonta a circa 2,29 miliardi di euro per l’esercizio finanziario considerato. Il testo inserito nel decreto legge stabilisce l’erogazione di un fondo di compensazione pari a 2.293,5 milioni di euro destinato a Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano. La somma intende pareggiare le minori entrate degli enti locali, sebbene l’ammontare complessivo della tassa generi storicamente tra i 6 e i 7 miliardi di euro all’anno.
L’origine di questo prelievo risale al 1953, quando venne istituito come tassa di circolazione durante la fase di espansione della motorizzazione di massa, prima di trasformarsi negli anni Ottanta in una tassa sulla proprietà. Il primo ministro Giorgia Meloni ha espresso soddisfazione sottolineando che “Oggi il Governo cancella una delle tasse più odiate dagli italiani”.
Le reazioni politiche e le posizioni della maggioranza
La spinta decisiva per l’azzeramento della gabella proviene dai rappresentanti di Forza Italia, che hanno trasformato la proposta in un punto centrale dell’azione governativa. Il vicepresidente del Consiglio Antonio Tajani ha diffuso una nota sulla piattaforma X dichiarando: “Oggi aboliamo il bollo auto, una tassa ingiusta e insopportabile, a cominciare dalle automobili e dai motorini con cui si muovono ogni giorno le famiglie. Era una ferma e pressante richiesta di Forza Italia che l’esecutivo ha accolto e fatto propria. Una misura coerente con la nostra visione liberale fin dalla fondazione del movimento azzurro e dalle battaglie di Silvio Berlusconi ‘meno tasse per tutti’, quelle che hanno portato fra l’altro all’abolizione dell’Imu sulla prima casa. Le esenzioni dal bollo auto sono solo l’inizio”.
All’interno delle forze parlamentari si registrano tuttavia valutazioni orientate alla prudenza, come evidenziato dagli interventi del deputato Enrico Costa, sostenitore di una cancellazione graduale e selettiva del tributo per tutelare gli equilibri di bilancio delle amministrazioni regionali.