Il Comitato Difesa Acqua Pubblica esprime forte preoccupazione per il provvedimento con cui la Provincia di Imperia ha avviato l’aggiornamento delle tariffe del Servizio Idrico Integrato per il biennio 2026–2027.
Il Comitato Difesa Acqua Pubblica contro le nuove tariffe 2026-2027
Secondo il Comitato, la procedura è stata avviata in assenza delle condizioni previste dalla regolazione nazionale, esponendo cittadini e istituzioni a gravi rischi sotto il profilo della legittimità e della tutela degli utenti. In particolare, il gestore Rivieracqua – sottolineano dal comitato – non ha ancora superato le carenze sulla qualità tecnica del servizio già accertate dall’Autorità di regolazione. In questi casi, le norme vigenti vietano l’aggiornamento delle tariffe a partire dal 2026.
«A ciò – spiegano – si aggiunge un secondo aspetto rilevante: ARERA ha imposto che dal 2026 vengano restituiti agli utenti gli oneri tariffari applicati illegittimamente, ma la procedura avviata dalla Provincia non prevede alcun meccanismo concreto di restituzione. Infine, resta irrisolto il problema della struttura tariffaria, già dichiarata illegittima perché non basata su un sistema equo che tenga conto della reale composizione dei nuclei familiari».
«Avviare comunque l’aggiornamento delle tariffe – conclude il Comitato – significa scaricare ancora una volta sui cittadini il costo di inefficienze che non dipendono da loro e aprire la strada a nuovi contenziosi. Per queste ragioni il Comitato chiede alla Provincia di sospendere la procedura, verificare preventivamente il rispetto delle prescrizioni ARERA, definire le restituzioni dovute agli utenti e riformare la tariffa in modo equo, trasparente e conforme alla legge».