Il comitato Vivere il centro storico critica la gestione del cuore cittadino da parte dell’amministrazione guidata dal sindaco Mario Pardini. Secondo il gruppo, con l’insediamento della giunta l’area avrebbe subito un progressivo peggioramento, fino a perdere le caratteristiche della cosiddetta città del garbo. Le valutazioni sono contenute in una nota diffusa il 21 settembre 2026, nella quale vengono contestate alcune scelte dell’amministrazione comunale.
Tra gli episodi citati c’è la recente Festa di fine estate, definita dal comitato una passerella mediatica per l’assessore coinvolto nell’organizzazione. Il gruppo sottolinea che la manifestazione non sarebbe stata gratuita, perché sostenuta con risorse del Comune e quindi, indirettamente, dai cittadini. Nel comunicato viene inoltre segnalata la difficoltà di individuare sull’albo pretorio l’impegno di spesa relativo all’iniziativa. Il comitato si chiede se la documentazione non sia stata pubblicata oppure se la ricerca non sia stata condotta in modo sufficientemente efficace.
Le contestazioni sul rumore
Una parte rilevante della denuncia riguarda le autorizzazioni in deroga e il monitoraggio acustico durante gli eventi. Secondo Vivere il centro storico, prima dell’arrivo del nuovo dirigente era previsto l’automonitoraggio continuo per tutta la durata delle manifestazioni. Tale obbligo, sempre secondo il comitato, sarebbe stato eliminato: dopo una prima verifica, non ci sarebbe quindi un controllo costante dei livelli sonori.
La conseguenza, sostiene il gruppo, sarebbe un aumento dei disagi per le famiglie che abitano nei dintorni degli eventi, costrette a sopportare livelli acustici ritenuti intollerabili e soprattutto non controllati. Il comitato afferma inoltre che i residenti avrebbero chiesto al dirigente di sollecitare un monitoraggio da parte dell’Arpat, senza però ottenere seguito. Nella nota viene ricordato che, secondo le disposizioni richiamate, la richiesta dell’intervento dell’agenzia deve essere presentata dalle amministrazioni.
Le autorizzazioni per le Mura
Il comitato solleva infine un dubbio sulle autorizzazioni necessarie per lo svolgimento delle manifestazioni sulle Mura di Lucca. In particolare, richiama l’articolo 106 del decreto legislativo 42 del 2004 e sostiene che, per una delle iniziative più recenti, non sarebbe stata richiesta alla Soprintendenza l’autorizzazione prevista. Si tratta di un’ipotesi che il gruppo chiede di verificare e che, nella nota, viene collegata al timore che una simile procedura possa diventare abituale.
Vivere il centro storico chiede quindi chiarimenti al sindaco, indicato come garante della salute pubblica, e mette in discussione le modalità con cui l’amministrazione organizza e autorizza gli eventi nel centro cittadino. Il comunicato si conclude con la preoccupazione che le iniziative promosse dalla giunta Pardini abbiano allontanato Lucca dall’immagine di città ordinata e rispettosa dei residenti. Nel testo diffuso dal comitato non sono riportate repliche dell’amministrazione comunale, del dirigente citato o della Soprintendenza alle contestazioni sollevate.