Consiglio regionale del Piemonte: in occasione del Giorno del Ricordo – che si celebra dal 2004 in memoria del Trattato di Parigi del 10 febbraio 1947 che sancì l’annessione alla Jugoslavia di quasi tutta la Venezia Giulia e di Zara – Federico Cavallero ed Emanuele Ugazio dell’associazione Piemontestoria hanno curato la mostra “La Giornata del ricordo: il destino dei popoli. La tragedia delle foibe e l’esodo degli istriani, fiumani e dalmati”.
L’esposizione, organizzata in collaborazione con il Consiglio regionale e il Comitato Resistenza e Costituzione, è aperta a Palazzo Lascaris (nelle sale della Galleria Spagnuolo in via Alfieri 15 e nei locali dell’Urp di via Arsenale 14/G) dal 9 al 27 febbraio. Orari: dalle 9 alle 17 nei giorni feriali (sabato e festivi chiuso). Ingresso gratuito.
La mostra presenta alcuni pannelli descrittivi con fotografie d’archivio e manifesti d’epoca, che illustrano gli eventi storici avvenuti nel Novecento nei territori di Trieste, in Istria e Dalmazia. Completano la mostra uniformi militari dell’epoca, manifesti originali, mappe geografiche scolastiche degli anni ’30 del ‘900 e diversi libri sull’argomento.
“Il 10 febbraio ricordiamo una tragedia che ha colpito migliaia di italiani dell’Istria, della Venezia Giulia e della Dalmazia, travolti dalla violenza e poi costretti all’esilio, lontano dalle loro case, dalla loro vita, dalle loro radici – ha dichiarato il presidente del Consiglio regionale Davide Nicco – Tra il 1943 e il dopoguerra, tanti civili innocenti furono perseguitati e uccisi dai partigiani titini solo per la loro identità. Le foibe, profonde cavità rocciose nel Carso, divennero luoghi di morte. A quella violenza si aggiunse il dolore dell’esodo. Ricordare oggi non è riaprire ferite per odio o vendetta, è restituire dignità a chi non ha avuto giustizia, riconoscere il dolore di chi ha perso tutto, dire con forza che nessuna ideologia può giustificare la cancellazione dell’altro. Come istituzioni abbiamo un dovere: non dimenticare e non far dimenticare”.
“L’istituzione del Giorno del Ricordo – ha sottolineato il vicepresidente Domenico Ravetti, presidente del Comitato Resistenza e Costituzione – ha avuto il merito di riconnettere la memoria collettiva a quelle sofferenze, dopo anni di rimozione. E’ un’occasione per approfondire questa sciagura nazionale, una pagina drammatica della storia italiana ed europea: occorre collocare le vicende accadute tra il 1943 ed il 1947 lungo il nostro confine orientale in una dimensione storica completa, all’interno di quella immensa tragedia che fu la Seconda guerra mondiale, evitando strumentalizzazioni, semplificazioni e polemiche. Un’occasione per riflettere sulle responsabilità della politica brutalmente antislava perseguita dal regime fascista, sulla repressione comunista contro le popolazioni italiane, sulle tossine prodotte dai nazionalismi esasperati. In Italia la Risiera di San Sabba, campo di concentramento nazista, e la Foiba di Basovizza, dove si esercitò la ferocia titina, simboli entrambi della catastrofe prodotta dai totalitarismi, sono tra i luoghi visitati ogni anno dalle scuole con i viaggi studio organizzati dal Comitato Resistenza e Costituzione”.
All’inaugurazione della mostra hanno partecipato – con il curatore Federico Cavallero – il consigliere regionale Silvio Magliano (Lista Cirio), l’assessore Maurizio Marrone (FdI), il consigliere Roberto Ravello (FdI), la consigliera Vittoria Nallo (Sue).
“Questa mostra – ha detto il consigliere Magliano in apertura – ha lo scopo di far conoscere meglio a tutti una vicenda dolorosa che fa parte della nostra storia recente, per comprendere che cosa è realmente accaduto sul nostro confine orientale subito dopo la fine della Seconda guerra mondiale. Nel Giorno del Ricordo, come istituzione, abbiamo il compito di promuovere la conoscenza anche di questa pagina della storia italiana”.
Cavallero ha illustrato il contenuto dell’esposizione: “Come ricercatori storici noi indaghiamo la storia con i numerosi documenti che abbiamo potuto recuperare attraverso le testimonianze dei tanti profughi che sono arrivati in Piemonte. Abbiamo manifesti originali, fotografie, documenti, libri che possono costituire un interessante percorso per gli studenti delle scuole e non soltanto per loro”.
L’assessore Marrone ha concluso la presentazione ricordando che il Giorno del Ricordo è stato istituito 20 anni fa: “Piano piano anche questa parte della storia è entrata a far parte della coscienza collettiva condivisa, dopo anni di rimozione. La mostra che inauguriamo oggi all’interno di una sede istituzionale come la nostra fa parte di una importante opera di divulgazione che ha squarciato un muro di silenzio, insieme alle altre numerose iniziative che si svolgono in questi giorni”.