Toscana

Giani: rinnovo del termovalorizzatore di Montale senza aumento

Il governatore toscano ipotizza il mantenimento dell’attuale capacità, mentre ad Agliana si riaccende il confronto politico.

Sul futuro dell’impianto di termovalorizzazione di Montale si fa strada un’ipotesi diversa dal raddoppio della capacità. A proporla è stato Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana, che ha indicato come possibile soluzione il rinnovo della struttura senza un incremento dei quantitativi trattati.

Intervenendo ai microfoni di Lady Radio, Giani ha spiegato che l’impianto potrebbe essere rinnovato mantenendo invariata la capacità. Il presidente regionale ha precisato di non avere ancora affrontato fino in fondo la questione di Montale, ma ha collegato il tema alla strategia toscana per raggiungere l’autosufficienza nella gestione dei rifiuti.

Il ruolo dell’impianto di Peccioli

Nel ragionamento di Giani rientra anche l’individuazione delle modalità di realizzazione dell’ossicombustore di Peccioli, in provincia di Pisa. Secondo il presidente, il nuovo impianto dovrebbe contribuire a ridurre il trasferimento dei rifiuti toscani verso strutture situate in Emilia-Romagna e Lombardia.

La diminuzione dei conferimenti fuori regione, sempre secondo Giani, potrebbe produrre risparmi destinati a incidere sulla Tari e a evitare nuovi oneri. L’ipotesi del rinnovo senza potenziamento si inserisce quindi nel confronto più ampio sulla chiusura del ciclo dei rifiuti e sull’organizzazione degli impianti nell’ambito di autosufficienza regionale.

Il confronto politico ad Agliana

Ad Agliana, intanto, Italia Viva ha confermato il proprio sostegno alla presenza del termovalorizzatore. La posizione è stata espressa dal consigliere di Agliana al Centro Lorenzo Romiti durante l’ultimo consiglio comunale aperto, in un contesto segnato dal contrasto al raddoppio dell’impianto da parte di cittadini e gruppi di opposizione, tra cui il Pd e Agliana in comune.

Romiti ha sostenuto la necessità di una struttura conforme alle norme, capace di produrre energia e di generare benefici per il territorio, compresa la riduzione della tariffa sui rifiuti. Italia Viva e Casa Riformista hanno inoltre promosso il Comitato per il sì al termovalorizzatore di Montale, del quale Romiti è uno dei coordinatori.

Nel suo intervento, il consigliere ha chiesto al sindaco di Agliana di confrontarsi con Regione e Ato affinché il Comune possa ottenere ristori. La richiesta riguarda risorse da destinare all’abbattimento della Tari attraverso interventi di carattere politico-sociale, senza farle confluire nel bilancio ordinario dell’ente.

La proposta alternativa sul sito

Nel dibattito è arrivata anche la proposta di Fratelli d’Italia per riconvertire il sito di Montale in un polo dedicato alla frazione organica, attraverso un sistema integrato di digestione anaerobica e compostaggio. L’idea è stata bocciata da Alfredo Fabrizio Nerozzi, capogruppo di Progetto civico Italia, che non la ritiene adeguata alle esigenze dell’area.

Secondo Nerozzi, nell’Ato Centro resta irrisolto il problema della chiusura del ciclo per la parte indifferenziata. Attualmente, ha osservato, questi rifiuti vengono conferiti all’inceneritore oppure nelle discariche presenti nell’area, strutture che sarebbero ormai vicine al limite della capienza.