Pisa (PI)

Ex Santa Chiara a Pisa, Confcommercio chiede tempi certi

Il trasferimento verso Cisanello potrebbe ridurre i flussi per gli esercizi della zona: servono pianificazione e sostegni

Il futuro dell’area dell’ex Santa Chiara a Pisa resta al centro del dibattito sulla trasformazione urbana della città. Alberto Furia, responsabile per la rigenerazione urbana di Confcommercio, chiede alla politica e alle istituzioni un cronoprogramma chiaro per il trasferimento a Cisanello dei reparti e degli uffici ospedalieri. L’obiettivo è consentire alle attività commerciali presenti nella zona di conoscere con anticipo tempi e modalità del cambiamento.

Secondo Furia, la possibile presenza di un acquirente rappresenta un segnale positivo, ma la trasformazione dell’area avrà conseguenze già nella fase iniziale. Con il trasferimento definitivo dell’area amministrativa dell’ospedale, centinaia di persone smetteranno di frequentare gli attuali padiglioni. Una riduzione dei flussi potrebbe incidere sulla clientela degli esercizi ancora attivi nel quartiere e alimentare il rischio di una progressiva desertificazione, in attesa del completamento della rigenerazione.

La fase di transizione

Confcommercio invita quindi le istituzioni a governare il periodo che separerà la dismissione delle strutture ospedaliere dalla realizzazione del nuovo insediamento. Tra le priorità indicate c’è una mappatura puntuale delle attività e dei servizi presenti nell’area, con informazioni sul numero degli esercizi, sulle funzioni svolte, sugli addetti occupati e sulla dipendenza, diretta o indiretta, dalla presenza dell’ospedale.

Per le imprese, sottolinea l’associazione, il fattore tempo sarà decisivo. Conoscere in anticipo quando e come avverranno i trasferimenti permetterebbe di riorganizzare il lavoro, investire in nuovi servizi oppure valutare una ricollocazione. Furia chiede inoltre misure di accompagnamento alla riconversione per le attività più esposte, attenzione alla fiscalità locale nella fase più delicata e una programmazione degli usi temporanei degli spazi.

Il piano Chipperfield

La discussione riguarda anche il piano Chipperfield, nato dal concorso internazionale del 2007 e considerato da Confcommercio un riferimento per la continuità urbanistica dell’area. Il progetto, nelle intenzioni dell’associazione, dovrebbe contribuire a collegare il nuovo quartiere con il centro storico e con il vicino sito Unesco.

Tra gli interventi auspicati figurano un polo congressuale, spazi verdi, servizi destinati all’Università e agli studenti e una riqualificazione delle attività commerciali. Furia ritiene però necessario aggiornare il piano alle trasformazioni intervenute in quasi vent’anni, tenendo conto dei cambiamenti nelle città, nel clima, nel turismo, nella mobilità e nell’uso dello spazio pubblico. L’ipotesi è anche quella di destinare gli ex padiglioni a edifici rigenerati a servizio del sistema universitario e della componente studentesca, considerata rilevante per l’economia cittadina.