Alessandria (AL)

Ex chiesa di San Francesco, Fabbio: «La chiesa va tutelata, le feste private negli spazi contigui»

Il sindaco emerito di Alessandria chiede criteri chiari per le concessioni

Ex chiesa di San Francesco, Fabbio: «La chiesa va tutelata, le feste private negli spazi contigui»

ALESSANDRIA – Quale futuro per l’ex chiesa di San Francesco? La concessione del complesso per un evento privato, a fronte di un corrispettivo di 10mila euro più Iva, riapre il dibattito sulla destinazione del monumento e sulla compatibilità degli utilizzi con la sua storia. A intervenire è Piercarlo Fabbio, sindaco emerito di Alessandria, che propone di riservare l’area della chiesa ad attività culturali e museali, destinando invece gli ambienti restaurati adiacenti a ricevimenti e iniziative private.

Il sindaco emerito di Alessandria chiede criteri chiari per le concessioni

Fabbio ripercorre il lungo iter di recupero dell’edificio, avviato nel 1998 durante l’amministrazione di Francesca Calvo e proseguito con le giunte di Mara Scagni e dello stesso Fabbio. Il percorso è continuato con il finanziamento finale dell’amministrazione guidata da Gianfranco Cuttica di Revigliasco, fino all’integrazione delle risorse e all’inaugurazione con il sindaco Giorgio Abonante.

Un lavoro che, sottolinea l’ex primo cittadino, ha coinvolto amministrazioni diverse e figure tecniche come l’architetto Elio Tardito, responsabile unico del procedimento, e l’architetto Stefano Martelli, direttore dei lavori. «Il recupero di San Francesco appartiene alla città e al lavoro compiuto nel tempo», osserva Fabbio, richiamando l’importanza della continuità amministrativa.

A sostegno della propria posizione, il sindaco emerito ricorda un episodio del 4 ottobre 2007, quando, mentre il restauro era ancora in corso, circa 150 studenti delle scuole superiori parteciparono al “Forum Francesco” nella chiesa dell’ex ospedale militare. L’iniziativa, organizzata nell’ambito delle celebrazioni promosse dal Comune con Mcl e Diocesi, era coordinata dal professor Angelo Teruzzi ed Efrem Bovo e alternava sequenze del film Francesco di Liliana Cavani, letture, musica e riflessioni sulla presenza francescana ad Alessandria. Anche Fabbio era intervenuto, leggendo un racconto del passaggio del santo in città.

Per Fabbio, quell’incontro rappresentò un esempio di come il recupero materiale dell’edificio potesse accompagnarsi alla riscoperta della sua memoria storica e culturale, coinvolgendo le nuove generazioni.

Da qui la critica alla gestione attuale degli spazi. Secondo quanto riferisce l’ex sindaco, quest’anno alcuni eventi dedicati a San Francesco, nonostante le richieste di utilizzare la struttura, si sono svolti altrove, mentre è stata concessa l’autorizzazione per un evento privato. Una circostanza sulla quale, a suo giudizio, l’amministrazione dovrebbe chiarire i criteri adottati e la coerenza delle decisioni con la destinazione del complesso.

Nel corso dei secoli, ricorda ancora Fabbio, la chiesa ha avuto funzioni diverse, da magazzino a struttura militare e ospedale, pur conservando una riconoscibile identità architettonica, religiosa e culturale. Il restauro ha riportato alla luce questa eredità, rendendo necessario definire con attenzione le modalità di utilizzo futuro.

«Il corrispettivo economico di una concessione è certamente rilevante, ma non esaurisce la valutazione sull’opportunità dell’utilizzo», sostiene il sindaco emerito, distinguendo tra iniziative culturali rivolte alla comunità e occasioni di intrattenimento privato.

La proposta di Fabbio è quindi quella di assegnare funzioni differenziate agli spazi: la chiesa dovrebbe accogliere attività coerenti con la sua vocazione originaria e con la destinazione culturale e museale, mentre gli ambienti restaurati contigui potrebbero ospitare ricevimenti ed eventi privati, nel rispetto dei criteri di idoneità e tutela.

«Dopo un percorso di restauro attraversato da tante amministrazioni, abbiamo la responsabilità di dare a San Francesco un futuro all’altezza della sua storia», conclude Fabbio.