Ottima partecipazione ieri sera presso il Circolo Libero Pensiero di Rancio, in occasione dell’evento di approfondimento politico dal titolo “Di fronte ai conflitti: cosa può fare la politica?”. Un momento di confronto intenso e partecipato che ha visto protagoniste l’eurodeputata Cecilia Strada e la deputata Rachele Scarpa, in dialogo con il segretario regionale dei Giovani Democratici Pietro Radaelli e il segretario PD cittadino Fausto Crimella.
L’incontro, nato dall’esigenza di analizzare la complessa situazione internazionale, ha messo in relazione le grandi crisi globali — tra Medio Oriente e Stati Uniti — con le ricadute sociali sul territorio della città di Lecco.
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Diritti, conflitti e politica: confronto al Circolo Libero Pensiero di Rancio
Sono stati citati alcuni episodi come esempio degli effetti locali delle politiche di chiusura promosse dai partiti della destra al governo: dagli attacchi rivolti a realtà storiche che da oltre cinquant’anni promuovono incontro e integrazione a Lecco, come lo stesso Circolo Libero Pensiero, fino ai recenti insulti ricevuti via social da una giovane candidata del Partito Democratico per la sua fede musulmana.
È seguita una profonda riflessione sulla natura universale dei diritti umani. “O i diritti sono tutelati per tutti, o non sono diritti, ma privilegi“, ha sottolineato Cecilia Strada, richiamando la politica al dovere della coerenza nella gestione delle crisi internazionali e ammonendo i presenti: se non si difendono i valori umanitari per le categorie più fragili, anche i diritti fondamentali rischiano di essere limitati per tutti.
L’onorevole Rachele Scarpa ha poi acceso i riflettori sulle criticità del sistema legislativo italiano in materia di migrazione. Secondo la deputata, l’attuale normativa ostacola profondamente la migrazione regolare, essendo basata su una visione ideologica distante dalla realtà dei fatti e dalle necessità del Paese.
“Costruire la pace significa partire anche da qui, dalle nostre comunità locali, contrastando ogni forma di odio e discriminazione”, ha concluso Pietro Radaelli, sottolineando il protagonismo delle nuove generazioni, sempre più impegnate nel rivendicare il valore della pace attraverso mobilitazioni nazionali costanti e consapevoli, e ribadendo l’importanza di questo dibattito per il futuro della città.