Il numero decisivo per il futuro dell’amministrazione comunale di Terni è 17. È questa, infatti, la soglia di consiglieri necessaria alle opposizioni per approvare una mozione di sfiducia e porre fine al mandato del sindaco Stefano Bandecchi. Il primo cittadino, tuttavia, ostenta sicurezza e sostiene che gli oppositori non riusciranno a raggiungere il numero necessario.
La soglia dei 17 consiglieri
«Non arriveranno mai a 17», ha dichiarato Bandecchi, riferendosi ai consiglieri che lavorano alla sfiducia. Il sindaco ha aggiunto di essere pronto a scommettere il proprio stipendio sulla tenuta della maggioranza, lasciando intendere che tra gli attuali avversari politici ci sarebbe qualcuno ancora disposto a sostenerlo.
Nel suo ragionamento rientrano anche i quattro consiglieri fuoriusciti da Alternativa Popolare: Severoni, Mengaroni, Sterlini e Colasanti. Secondo Bandecchi, almeno una parte di loro potrebbe avere interesse ad arrivare alla conclusione della consiliatura. Il riferimento è alla possibilità che i dissidenti non si schierino fino in fondo a favore della sfiducia.
Il nodo del Bilancio
Bandecchi ha definito una pantomima le mozioni annunciate contro di lui e ha collegato il loro esito alla prossima discussione sul Bilancio. «Fra 20 giorni presenteremo il Bilancio, non lo votano e andiamo tutti a casa», ha affermato, prospettando un passaggio decisivo per la stabilità dell’amministrazione comunale.
Anche su questo punto, però, il sindaco ha mostrato fiducia. A suo avviso, due dei 18 consiglieri chiamati a esprimersi potrebbero votare il documento contabile, consentendo così di superare l’ostacolo. Bandecchi ha inoltre sostenuto che il 60% dei cittadini sarebbe dalla sua parte, senza fornire ulteriori elementi a sostegno della stima.
In conclusione, il sindaco ha lasciato intendere di essere a conoscenza di posizioni favorevoli alla sua amministrazione non ancora esplicitate pubblicamente. «Qualcuno sta con me anche senza stare con me», ha detto, precisando di non voler rivelare informazioni che, a suo giudizio, devono restare segrete. Il quadro politico ternano resta quindi legato ai numeri in Consiglio e al voto sul Bilancio.