Alleanza Verdi e Sinistra–Arezzo 2020 ha avviato ad Arezzo la raccolta firme per una delibera di iniziativa popolare dedicata alla gestione del verde urbano e periurbano. Finora sono state raccolte circa 80 sottoscrizioni, mentre lo Statuto comunale ne richiede almeno 300 per portare la proposta all’esame del Consiglio comunale.
Secondo il gruppo politico, il patrimonio arboreo non può essere considerato un elemento decorativo né affrontato soltanto in occasione di abbattimenti o interventi urgenti. La gestione degli alberi e degli spazi verdi, sostiene AVS–Arezzo 2020, riguarda la salute pubblica, la qualità della vita, la sicurezza del territorio e la capacità della città di fronteggiare i cambiamenti climatici.
Un piano per il patrimonio arboreo
La proposta chiede innanzitutto la predisposizione di un Piano comunale del verde, integrato con gli strumenti urbanistici e orientato alla tutela, alla manutenzione e all’incremento del patrimonio arboreo. Tra gli obiettivi indicati figurano anche un censimento aggiornato e informatizzato degli alberi e delle aree verdi, la pubblicazione delle informazioni sul loro stato e la ricostituzione di un ufficio comunale del verde con personale qualificato e risorse adeguate.
Per AVS–Arezzo 2020, una struttura pubblica più forte dovrebbe garantire programmazione, controllo e continuità, riducendo la dipendenza dagli appalti esterni. Gli interventi sugli alberi dovrebbero essere preceduti da valutazioni tecniche e da un’informazione trasparente, mentre gli abbattimenti dovrebbero rappresentare l’ultima soluzione, salvo situazioni di effettiva urgenza. Il gruppo sottolinea inoltre l’importanza di tutelare gli alberi adulti e di scegliere specie compatibili con gli spazi disponibili.
Una rete tra parchi e aree periurbane
Il progetto guarda anche alle aree naturali che circondano la città. Lignano, Poti, San Cornelio e Scopetone, insieme agli altri complessi boschivi periurbani, vengono indicati come parti di un’unica infrastruttura verde da collegare al tessuto urbano. L’obiettivo è creare corridoi ecologici, percorsi pedonali e ciclabili alberati, nuove piantumazioni e interventi di valorizzazione dei corsi d’acqua.
Nel disegno proposto, i torrenti Castro, Vingone e Bicchieraia potrebbero contribuire alla costruzione di una rete capace di migliorare il microclima, sostenere la biodiversità e rendere più vivibili gli spazi pubblici. Tra le altre misure indicate ci sono la riduzione del consumo di suolo, la rimozione dell’asfalto dalle superfici non necessarie, la permeabilizzazione dei parcheggi, l’aumento delle alberature stradali e la riqualificazione delle aree abbandonate.
Il gruppo collega queste azioni anche alle conseguenze delle ondate di calore, dell’inquinamento atmosferico e degli eventi meteorologici estremi. Gli alberi, viene ricordato, possono contribuire a ridurre le temperature, migliorare la qualità dell’aria, favorire la gestione delle acque piovane e offrire spazi di socialità, con benefici particolarmente rilevanti per bambini, anziani e persone più vulnerabili.
La delibera prevede infine la creazione di una Consulta cittadina del verde urbano, nella quale coinvolgere associazioni, tecnici, istituzioni e residenti. Prima degli abbattimenti programmati, la proposta chiede che siano rese pubbliche le motivazioni e la documentazione tecnica. AVS–Arezzo 2020 richiama anche l’adesione di Arezzo, nel 2021, al Green City Accord e chiede che gli impegni assunti si traducano in decisioni amministrative concrete e in una maggiore partecipazione dei cittadini.