Il confronto sulle condizioni dell’ex Cavarzerani torna al centro del dibattito a Udine. I consiglieri regionali del Partito democratico Manuela Celotti, Massimiliano Pozzo e Francesco Martines hanno scritto al prefetto per chiedere di poter accedere al Centro di assistenza straordinario e verificare direttamente la situazione della struttura.
La richiesta nasce dalle segnalazioni emerse nelle ultime settimane sulle condizioni degli spazi e sulla gestione complessiva dell’accoglienza. I tre esponenti dem ritengono necessario un sopralluogo per disporre di un quadro concreto della situazione all’interno del Cas, che ospiterebbe oltre 450 persone.
La richiesta alla Prefettura
Nella lettera inviata alla Prefettura, i consiglieri regionali chiedono l’autorizzazione a visitare l’area dell’ex Cavarzerani. Secondo quanto riferito dai rappresentanti del Pd, la verifica sul posto consentirebbe di valutare con maggiore precisione lo stato degli ambienti e le condizioni in cui vivono gli ospiti e lavorano gli operatori.
Celotti, Pozzo e Martines sostengono che la politica e le istituzioni non possano ignorare le criticità segnalate. A loro giudizio, è necessario accertare direttamente la situazione e individuare eventuali interventi per garantire condizioni adeguate all’interno del centro.
Le criticità segnalate
Tra i problemi indicati figurano servizi igienici non funzionanti o ostruiti, locali interessati da allagamenti, la presenza di topi, materassi deteriorati e una dotazione ritenuta insufficiente di lavatrici rispetto al numero delle persone ospitate.
Per i consiglieri regionali, elementi di questo tipo richiedono controlli puntuali e risposte rapide. La loro posizione è che una struttura destinata all’accoglienza non debba trasformarsi in un ambiente degradato, con conseguenze sia per chi vi risiede sia per il personale impegnato ogni giorno nella gestione del servizio.
Il modello di accoglienza
La presa di posizione comprende anche una valutazione più ampia sul modello adottato finora. Secondo il Pd, le condizioni dell’ex Cavarzerani evidenzierebbero i limiti delle grandi concentrazioni di persone e renderebbero necessario un sistema basato su strutture più piccole e distribuite sul territorio.
La proposta indicata dai consiglieri punta a un’accoglienza stabile, maggiormente inserita nelle comunità, con percorsi orientati all’integrazione e alla formazione. Il tema resta particolarmente sensibile nel capoluogo friulano, anche per il rilievo assunto dalla struttura nel dibattito pubblico cittadino. Ora si attende la risposta del prefetto: un eventuale accesso potrebbe aprire un nuovo confronto sul futuro del Cas e sulle condizioni dell’ex Cavarzerani.