La Santa Sede ha confermato la rimozione definitiva di don Massimo Biancalani dalle parrocchie di Vicofaro e Ramini, nel territorio di Pistoia, dopo la bocciatura dei ricorsi presentati dal sacerdote. La decisione chiude una vicenda ecclesiastica che per anni ha avuto anche una forte dimensione politica e sociale, legata all’accoglienza dei migranti nelle strutture parrocchiali.
Tra i primi a intervenire è stato il ministro dei Trasporti Matteo Salvini, storico avversario dell’attività del sacerdote. In un messaggio pubblicato sui social ha scritto che il prete lascia Vicofaro, accompagnando il commento con una fotografia di don Biancalani insieme ad alcuni migranti. La presa di posizione è stata interpretata come una rivendicazione politica da parte di uno dei principali critici dell’esperienza di accoglienza promossa nelle parrocchie.
Le reazioni dei partiti
Sulla stessa linea si è espressa la Lega Toscana, secondo cui la decisione ecclesiastica mette fine a una storia definita lunga e tormentata. In un comunicato, il partito ha sostenuto che la gestione degli immigrati da parte del sacerdote fosse fortemente criticabile e ha richiamato il ruolo della Lega Pistoia e della capogruppo in consiglio comunale Cinzia Cerdini nel dare voce alle preoccupazioni dei residenti.
Nel documento vengono citati anche i disagi segnalati negli anni dagli abitanti e le condizioni dei migranti ospitati nelle strutture parrocchiali, considerate non idonee sotto diversi aspetti. Forza Italia ha a sua volta accolto con favore la conclusione della vicenda. La segretaria provinciale Anna Bruna Geri ha parlato di un’accoglienza indiscriminata, sostenendo che avrebbe creato disagio e apprensione prima a Vicofaro e poi anche a Ramini.
Le richieste dei residenti
Dal comitato dei residenti di Ramini è arrivata una posizione concentrata soprattutto sulla fase successiva. Il gruppo, impegnato da tempo sulle problematiche legate alla parrocchia di San Niccolò, ha espresso soddisfazione per la decisione e ha ricordato di avere manifestato più volte il proprio dissenso, portando le proprie preoccupazioni anche all’attenzione di Papa Leone XIV.
Per il comitato, l’uscita di scena di don Biancalani può rappresentare l’inizio di una nuova fase per le comunità parrocchiali, dopo mesi descritti come segnati da tensioni, difficoltà e caos. La richiesta rivolta alla futura gestione è di riportare al centro la comunità, il dialogo e la vita pastorale, così da restituire a residenti e fedeli un luogo di incontro e preghiera non segnato da divisioni.
A Vicofaro, invece, i residenti hanno scelto di non rilasciare nuove dichiarazioni. Hanno spiegato di avere già consegnato a suo tempo la propria posizione agli organi competenti, attraverso documenti ritenuti sufficienti a sostenere le contestazioni mosse negli anni. Resta ora da definire il futuro delle due parrocchie e delle rispettive comunità, dopo la conclusione del percorso ecclesiastico che ha portato alla rimozione del sacerdote.