Mozzo (BG)

Il terremoto ha aggravato una crisi già profonda: il mozzese Filippo Gatti in prima linea in Venezuela

Infermiere del Comitato Internazionale della Croce Rossa, da agosto 2025 coordina la missione sanitaria in quella zona. Ci racconta la tragedia

Il terremoto ha aggravato una crisi già profonda: il mozzese Filippo Gatti in prima linea in Venezuela

Il terremoto che nei giorni scorsi ha colpito il Venezuela si è abbattuto su un Paese già segnato da una gravissima crisi umanitaria e sanitaria. Tra i primi operatori internazionali impegnati nei soccorsi c’è anche Filippo Gatti, di Mozzo, infermiere del Comitato Internazionale della Croce Rossa con base a Ginevra, rientrato d’urgenza nel Paese dopo un breve periodo di ferie in Italia, reso ancora più doloroso dalla recente scomparsa dello zio.

Da agosto 2025 Gatti coordina la missione sanitaria della Croce Rossa Internazionale in Venezuela e nei Caraibi, con competenze anche su Cuba, Trinidad e Tobago e Repubblica Dominicana. Ora il suo lavoro è concentrato sull’emergenza terremoto.

«Insieme alla Federazione Internazionale della Croce Rossa e alla Croce Rossa venezuelana stiamo partecipando alle operazioni di ricerca e soccorso e stiamo installando un ospedale da campo per alleggerire gli ospedali, effettuare il triage dei feriti, assistere i politraumatizzati, eseguire piccola chirurgia, stabilizzare le fratture e garantire assistenza sanitaria primaria e supporto psicologico d’emergenza», racconta.

Il sisma ha colpito un sistema sanitario già allo stremo. «Questo colpo della natura mette in ginocchio una situazione già drammatica. Il nuovo governo sta collaborando con la comunità internazionale e ammette finalmente gli enormi deficit, soprattutto nel settore della salute», spiega Gatti.

L’emergenza terremoto si inserisce in un contesto estremamente complesso. La missione della Croce Rossa opera infatti anche nelle aree di confine con Colombia e Guyana, interessate dalla presenza di gruppi armati, e lungo il bacino dell’Orinoco, dove lo sfruttamento delle miniere d’oro e delle terre rare alimenta tensioni e violenze. Sono inoltre attivi progetti di assistenza sanitaria primaria, sostegno ai servizi di emergenza della Croce Rossa Venezuelana e interventi umanitari nel sistema carcerario.

Quella venezuelana è soltanto l’ultima tappa della lunga carriera internazionale del professionista bergamasco. Infermiere con master in Medicina tropicale e Salute internazionale all’Università di Brescia, dal 2006 opera in missioni umanitarie nelle aree di crisi del mondo. Ha lavorato in Sud Sudan, Sudan, Sierra Leone, Afghanistan, Messico e nella Striscia di Gaza, dove nel 2024 coordinò il team internazionale di rapido dispiegamento della Croce Rossa per l’allestimento di reparti ospedalieri destinati ai feriti del conflitto.

Oggi, ancora una volta, Filippo Gatti si trova in prima linea. Non tra le bombe, ma tra le macerie di un terremoto che ha aggravato una crisi già profondissima, portando assistenza sanitaria e speranza a una popolazione che continua a vivere una delle emergenze umanitarie più difficili del continente.

La storia e l’intervista completa la potrete leggere sul PrimaBergamo in edicola da venerdì 3 luglio