Un intervento eseguito all’ospedale San Gerardo di Monza ha consentito di rimuovere integralmente una neoformazione di circa 5 centimetri situata nello spazio retro-rettale. L’operazione ha riguardato una donna affetta dalla sindrome di Currarino, una rara malformazione congenita, ed è stata realizzata con l’ausilio della chirurgia robotica.
Una patologia rara e spesso scoperta in età adulta
La sindrome di Currarino è una condizione presente dalla nascita che può comprendere tre alterazioni: un difetto dell’osso sacro, la presenza di una massa davanti al sacro e un’anomalia della regione ano-rettale. Secondo quanto riportato dall’ospedale, interessa circa una persona ogni milione.
La diagnosi viene spesso formulata soltanto in età adulta, talvolta casualmente o dopo la comparsa di disturbi poco specifici. Tra i sintomi possibili figurano dolore pelvico, stitichezza e una sensazione di peso nella pelvi. La massa presacrale è generalmente benigna, ma deve essere rimossa completamente perché, se non trattata, può infettarsi, aumentare progressivamente di volume o andare incontro a degenerazione tumorale.
L’accesso mininvasivo allo spazio presacrale
Nel caso seguito al San Gerardo, la piattaforma robotica ha permesso ai chirurghi di raggiungere in modo mininvasivo una regione anatomica particolarmente complessa. Lo spazio retro-rettale, situato dietro la giunzione tra retto e canale anale, è infatti angusto e caratterizzato dalla presenza di strutture vascolari e nervose delicate.
La posizione della neoformazione esponeva, con un approccio tradizionale, al rischio di danneggiare la parete rettale o i meccanismi responsabili della continenza. L’utilizzo della tecnologia robotica ha consentito di lavorare con margini di sicurezza millimetrici e di completare l’asportazione mantenendo intatta la funzionalità dell’organo.
L’intervento si è concluso senza complicanze. Il decorso post-operatorio è stato regolare e si è sviluppato nell’arco di pochi giorni, con un recupero rapido. L’approccio mininvasivo robotico è associato, in generale, a una riduzione del dolore, a una degenza più breve e a una ripresa più veloce delle attività quotidiane.
Mauro Totis, responsabile della struttura semplice di Chirurgia colorettale della Fondazione Irccs San Gerardo dei Tintori, ha sottolineato la difficoltà tecnica dell’operazione e la necessità di preservare le strutture coinvolte. L’esperienza dell’équipe e la precisione della piattaforma hanno permesso di ottenere la radicalità dell’asportazione senza compromettere l’integrità dell’organo.