Lombardia

Ex palestra, previsto un condominio da 26 appartamenti

Il Coordinamento teme ricadute sulla viabilità e critica studi datati e compensazioni lontane.

Una palazzina di cinque piani e 26 appartamenti, in parte destinati all’edilizia convenzionata, è prevista nell’ex area della palestra Mamete, in via Aspromonte. Il piano attuativo è stato adottato dalla giunta guidata dal sindaco Paolo Pilotto e riguarda un lotto di circa 3.200 metri quadrati, dove è prevista la demolizione degli edifici esistenti e la costruzione di un nuovo volume residenziale da circa 8.100 metri cubi.

Il progetto è contestato dal Coordinamento dei Comitati e delle Associazioni di Monza, che riunisce diversi gruppi ambientalisti e comitati di quartiere. Secondo il Coordinamento, l’intervento rischia di aggravare la situazione di una zona già caratterizzata da traffico intenso, soprattutto nelle ore di punta, e di aumentare la pressione sui servizi. Tra le preoccupazioni sollevate vengono citati anche i blackout registrati nei mesi estivi, indicati come un segnale della necessità di verificare la tenuta delle infrastrutture esistenti.

La richiesta di recuperare gli edifici

Il Piano di governo del territorio vigente individua l’area come zona D non perimetrata per attività economiche e consente la funzione residenziale attraverso un piano attuativo. Il portavoce del Coordinamento, Giorgio Majoli, sostiene però che sarebbe stato preferibile recuperare gli immobili e rimetterli nel ciclo produttivo, destinandoli a funzioni produttive, terziarie o commerciali. La proposta alternativa dei comitati punta quindi sulla riqualificazione dell’esistente e sull’utilizzo del complesso per servizi, invece di procedere con la demolizione totale e una nuova edificazione residenziale.

Nel mirino c’è soprattutto l’impatto sulla viabilità. Il nuovo insediamento si trova in prossimità di uno degli snodi più congestionati della città: tra la rotonda di via Buonarroti, all’altezza dell’Esselunga, via Marsala e largo Mazzini, dove il traffico procede già spesso a rilento. Il Coordinamento ritiene che l’arrivo di nuovi residenti possa aumentare ulteriormente il numero di veicoli in circolazione.

Lo studio del traffico e le compensazioni

Un’altra osservazione riguarda la data dello studio sull’impatto viabilistico, elaborato da Monza Mobilità nel 2019. Per i comitati, il documento dovrebbe essere aggiornato considerando anche gli interventi immobiliari autorizzati successivamente nella stessa zona, tra cui quello nell’ex carcere di via Mentana, distante circa 100 metri. Il Coordinamento richiama inoltre il progetto previsto nell’ex concessionaria lungo via Foscolo, indicato come Bosco Verticale e firmato da Stefano Boeri, sostenendo che l’insieme delle trasformazioni potrebbe modificare in modo significativo l’area compresa tra via Foscolo e il Binario 7.

Contestata anche la gestione delle aree a standard. Nella documentazione messa a disposizione per le osservazioni, il piano indica una dotazione di 2.072 metri quadrati, che non sarebbe però ceduta all’interno del perimetro dell’intervento. L’area individuata si trova in via Gadda, a circa 2,5 chilometri di distanza. Secondo gli ambientalisti, questa scelta priverebbe via Aspromonte di uno spazio verde in una zona che ne è sprovvista e comporterebbe una cessione in un’area agricola, con un valore economico ritenuto inferiore rispetto a quello di un’area edificabile. Il Coordinamento solleva infine dubbi sulla legittimità del collegamento tra le aree di via Aspromonte e via Gadda e chiede verifiche sul procedimento urbanistico, compresa l’eventuale necessità di una valutazione ambientale strategica.