Lombardia

Artigiani in calo, l’IA può aiutare le botteghe

Oltre mille attività perse in dodici mesi: proposta anche una misura economica per i piccoli centri

Sono 1.164 le imprese artigiane che risultano scomparse nella provincia di Monza e Brianza tra il 2024 e il 2025, secondo i dati raccolti dalla Cgia di Mestre. Il calo corrisponde a circa il 5 per cento del totale provinciale, pari a 21.924 attività. Il dato fotografa una riduzione significativa della presenza artigiana e si inserisce in una contrazione più ampia registrata in Lombardia e nel resto d’Italia.

Il confronto con Lombardia e Italia

In rapporto al numero complessivo di imprese, Monza e Brianza si colloca al 38esimo posto nella graduatoria nazionale per attività perse e al quarto posto tra le province lombarde. In Italia il risultato più negativo è quello di Pesaro e Urbino, con una diminuzione dell’8,3 per cento, pari a 1.043 imprese in meno.

In Lombardia la contrazione maggiore viene attribuita a Mantova, che registra il 7,9 per cento in meno, equivalente a 938 attività. Seguono Varese, con un calo del 6,6 per cento e 1.463 imprese perse, e Milano, dove la diminuzione del 5,3 per cento corrisponde a 3.460 attività. Dopo Monza e Brianza si trovano Bergamo, anch’essa al 5 per cento, Lodi al 4,9, quindi Sondrio, Brescia e Pavia al 4,8 e Cremona al 4,7 per cento.

Il ruolo dell’intelligenza artificiale

Nel suo studio la Cgia indica nell’intelligenza artificiale uno degli strumenti che potrebbero contribuire a rallentare la perdita di attività artigiane e a sostenere quelle ancora operative. L’analisi non considera però l’IA come una soluzione automatica, ma come un fattore destinato a dividere il settore tra chi riuscirà a utilizzarla e chi, invece, potrebbe subirne la concorrenza.

Secondo la ricostruzione, alcuni artigiani potranno impiegare questi sistemi come supporto per la preparazione dei preventivi, lo sviluppo di idee e la gestione dei social. Altri potrebbero trovarsi a competere con prodotti standardizzati realizzati attraverso tecnologie automatizzate, come mobili stampati in 3D, capi personalizzati pronti in tempi brevi o grafiche generate senza l’intervento tradizionale di un designer. La capacità di trasformare l’IA in uno strumento di lavoro, osserva lo studio, potrebbe quindi diventare un elemento decisivo.

La proposta per i centri minori

Per sostenere le botteghe e riconoscerne la funzione all’interno delle comunità, soprattutto nei territori meno popolati, la Cgia propone inoltre l’introduzione di un reddito di gestione. La misura sarebbe rivolta a chi conduce o avvia un’attività artigiana nei centri con una popolazione fino a 10mila abitanti, senza distinzione legata all’età.

L’obiettivo indicato dall’associazione è mantenere aperti i servizi e le attività di prossimità che spesso rappresentano un punto di riferimento per i residenti dei piccoli comuni. La proposta nasce dunque nel contesto della riduzione registrata nel numero delle imprese e viene presentata come possibile sostegno per chi decide di continuare o investire nella gestione di una bottega artigiana.