Internazionale

Italia, Malagò: “Corsa a due per il ruolo di c.t.? Non direi…”

Giorni decisivi per il nuovo corso della Nazionale azzurra

Italia, Malagò: “Corsa a due per il ruolo di c.t.? Non direi…”

Il presidente della FIGC, Giovanni Malagò, è intervenuto a Tg2Post per fare il punto sulla ricerca del nuovo commissario tecnico della Nazionale italiana, in una fase definita di emergenza. Il tema del successore sulla panchina azzurra resta aperto e, secondo il dirigente, non si tratta di una scelta semplice né immediata, ma di un percorso da condividere con più figure competenti del sistema calcio.

Parlando delle difficoltà del momento e della necessità di individuare una soluzione esterna, Malagò ha spiegato:
Corsa a due per il nuovo Ct dell’Italia? Mica tanto“. Così il presidente della Figc, Giovanni Malagò, intervenuto a Tg2Post. “Data l’emergenza si deve andare su un soggetto esterno, si va sul mercato. Sono mortificato nel non poter dare un nome. In questi giorni mi sono reso conto dell’adagio secondo cui in Italia ci sono 60 milioni di allenatori. Non credo che mi manchi il coraggio di sceglierlo da solo, ma voglio condividere con qualcuno che ne sa più di me, il famoso direttore tecnico che magari può diventare anche il presidente del Club Italia“.

Un passaggio centrale riguarda anche la figura del direttore tecnico, considerato decisivo nel processo decisionale. Su questo punto Malagò ha preferito non sbilanciarsi completamente, pur lasciando intendere alcune indicazioni:
Su Paolo Maldini non posso né confermare, né smentire – ha aggiunto –. Posso dire che Paolo Maldini ha requisiti e caratteristiche che gli italiani si aspettano da chi deve svolgere questo incarico. Sono molto vicino a questa persona e con questa persona iniziamo a fare la scelta del ct“.

Infine, il presidente FIGC ha affrontato anche il tema delle agevolazioni per i giovani atleti stranieri cresciuti in Italia e della cittadinanza sportiva, richiamando la necessità di interventi normativi più rapidi ed efficaci. Malagò ha sottolineato come il rischio sia quello di perdere talenti formati nel sistema sportivo italiano, soprattutto in discipline di squadra e individuali di alto livello.