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Il Legale di Rocchi: “Finalmente è sereno, ma ha pagato un prezzo pesante”

L'avvocato Antonio D'Avirro, legale di fiducia dell'ex designatore, commenta la notizia della richiesta di archiviazione

Il Legale di Rocchi: “Finalmente è sereno, ma ha pagato un prezzo pesante”

“L’ho sentito ed è molto contento, ora valuteremo cosa fare. Domani lo vedrò e ne parleremo per bene”. Con queste parole l’avvocato Antonio D’Avirro, difensore di fiducia di Gianluca Rocchi, ha commentato la richiesta di archiviazione avanzata dalla procura di Milano nell’ambito dell’inchiesta sui presunti condizionamenti relativi alle designazioni arbitrali a favore della società Inter. Il legale ha inoltre sottolineato: “Fortunatamente si è risolto tutto in tempi brevi, anche se il costo che ha dovuto pagare Rocchi è stato pesante. Perché quando è esplosa la cosa si parlava più di lui che di Trump”.

Riguardo alla decisione della procura, D’Avirro ha espresso soddisfazione per l’esito della vicenda. “Il commento è positivo, dopo l’interrogatorio di Rocchi una decina di giorni fa avevo ricavato una impressione favorevole perché aveva risposto puntualmente a tutte le contestazioni che gli erano state mosse e che aveva giustificato. Nel corso dello stesso interrogatorio gli elementi dell’accusa consistevano nel fatto che avrebbe ricevuto dei condizionamenti, ma ha dimostrato che le scelte arbitrali sono sempre state fatte in piena autonomia e che non aveva mai subito alcun condizionamento da parte di nessuno”. Secondo il legale, le spiegazioni fornite dal proprio assistito hanno chiarito in modo esaustivo ogni aspetto contestato dagli inquirenti.

Sul secondo filone dell’inchiesta, relativo alle cosiddette ‘bussate’ e trasferito alla procura di Monza, l’avvocato ha ribadito la propria posizione: “Le ‘bussate’ non capisco come possano integrare una frode sportiva, erano finalizzate a correggere un grave errore in cui era incorso l’arbitro e non certo ad alterare il risultato della gara. Giuridicamente non vedo come possa profilarsi una frode sportiva”. Per la difesa, quindi, non esistono i presupposti per configurare il reato ipotizzato.

Infine, in merito agli eventuali sviluppi davanti alla giustizia sportiva, D’Avirro ha dichiarato: “Vediamo, probabilmente saranno trasmessi gli atti alla Procura federale, ma quello che era il fatto grave e contestato come frode sportiva, che avrebbe potuto dar luogo a una contestazione di illecito sportivo, mi sembra sia caduto pacificamente”. Anche Antonio Bana, altro difensore di Rocchi insieme a D’Avirro, ha accolto con favore la richiesta di archiviazione, affermando che “la Procura ha esercitato l’azione penale con prudenza e responsabilità sulla base di accertamenti svolti in modo completo e che non hanno trascurato gli elementi di prova a favore del nostro assistito, abbracciando in questo modo i principi costituzionali”.