Lombardia

Il consumo di crack cresce e aggrava l’allarme sociale

Esperti: policonsumo, accessi rapidi alle strutture e nuove tensioni nella convivenza civile

Dalle aree verdi dei Bastioni di Porta Venezia fino ai margini periferici di via Sant’Arialdo, a Rogoredo, il consumo di crack viene descritto come un fenomeno in espansione. A preoccupare gli operatori è soprattutto l’abbassamento dell’età dei consumatori e la crescente compromissione dell’equilibrio psicofisico, associata in alcuni casi a comportamenti violenti e impulsivi.

Il policonsumo e la dipendenza

A fare il punto è Simone Feder, psicologo operativo sul campo e coordinatore del Team Rogoredo. Secondo la sua osservazione, negli ultimi mesi l’uso della sostanza sarebbe aumentato in modo significativo. Il crack, spiega, non viene necessariamente scelto al posto dell’eroina, ma spesso si aggiunge a essa, alimentando forme di policonsumo finalizzate a intensificare gli effetti.

La sostanza entra rapidamente in circolo e altrettanto velocemente perde il suo effetto. Questa caratteristica può favorire una ricerca compulsiva della dose e una routine difficile da interrompere senza un sostegno esterno. Feder cita il caso di una 24enne incontrata a Rogoredo: arrivata inizialmente nell’area per l’eroina, la giovane avrebbe poi sviluppato una dipendenza dal crack, con conseguenze evidenti sulla salute fisica e repentini sbalzi d’umore.

La richiesta di interventi più rapidi

Sulla gravità della situazione interviene anche Pietro Farneti, direttore dello Smi, secondo cui gli effetti più pesanti del crack possono manifestarsi nel giro di circa tre mesi. L’astinenza prolungata, riferisce, può associarsi a reati predatori e condotte impulsive. Molti consumatori incontrerebbero inoltre difficoltà a rispettare le regole delle comunità di recupero tradizionali, rendendo necessario un adeguamento dei percorsi di assistenza.

Il nodo principale riguarda i tempi di presa in carico. Lasciare per settimane o mesi una persona che chiede aiuto può aumentare il rischio che interrompa il percorso. Alla Casa del Giovane, riferisce il testo, in poche ore si presentano decine di persone in cerca di assistenza, molte delle quali provengono dalle piazze di spaccio della città.

Le conseguenze riguardano anche la sicurezza e la convivenza civile. Ai Bastioni di Porta Venezia e in viale Città di Fiume sono stati segnalati scontri in pieno giorno tra gruppi di persone alterate, con il lancio di bottiglie e sassi tra le auto. Nel quadro descritto rientrano anche aggressioni improvvise ai danni di passanti e giovani coppie, episodi che hanno portato l’allarme in diversi quartieri, compreso il centro cittadino.