Prato (PO)

A Prato mercati, regole uniformi per le allerte

Anva e Banchelli contestano gli stop automatici e sollecitano opere contro il dissesto.

Alle 17 dell’8 ottobre si è conclusa l’allerta arancione diramata dalla Regione Toscana per il maltempo. La perturbazione ha provocato alcuni problemi lungo la costa settentrionale della regione, mentre nel territorio pratese non si sono registrati particolari disagi. È rimasta comunque in vigore un’allerta gialla fino alle 14 del giorno successivo, con la possibilità di nuove precipitazioni.

Proprio sulle conseguenze delle allerte è intervenuta Anva Confesercenti Prato, l’associazione che rappresenta i venditori ambulanti. L’organizzazione chiede di rivedere i criteri con cui vengono disposte le chiusure dei mercati, introducendo valutazioni più proporzionate alla situazione reale e garantendo decisioni omogenee tra Comuni confinanti. La richiesta nasce dalle difficoltà economiche provocate dalla cancellazione delle giornate di mercato anche quando le condizioni meteorologiche, nelle ore interessate, non risultano particolarmente critiche.

La richiesta degli ambulanti

Il presidente di Anva Prato, Massimo Castellani, riconosce la necessità di tutelare la sicurezza di cittadini e operatori, ma sostiene che un’allerta non dovrebbe tradursi automaticamente nell’annullamento delle attività. Secondo l’associazione, una giornata persa comporta costi che le imprese non possono recuperare facilmente: trasporti, personale, acquisto delle merci e organizzazione restano a carico degli operatori, anche quando il mercato viene cancellato e poche ore dopo il tempo torna sostanzialmente normale.

Un ulteriore problema, sottolineato da Anva, riguarda la mancanza di uniformità nelle decisioni. A distanza di pochi chilometri, in presenza di condizioni meteorologiche analoghe, un Comune può consentire lo svolgimento del mercato mentre quello vicino può vietarlo. Una situazione che rende più difficile programmare il lavoro per gli ambulanti impegnati su più piazze della provincia. L’associazione non chiede deroghe alle esigenze di sicurezza, ma criteri chiari, proporzionati e coordinati tra le amministrazioni.

L’interrogazione sul rischio idrogeologico

Sulla gestione delle allerte è intervenuto anche il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Gianluca Banchelli, che ha annunciato un’interrogazione per fare il punto sugli interventi di messa in sicurezza e di riduzione del rischio idrogeologico realizzati o programmati sul territorio dall’alluvione del novembre 2023. Banchelli ha ribadito l’importanza del sistema di prevenzione e del lavoro della Protezione Civile, ma ha chiesto di verificare l’efficacia complessiva delle misure adottate.

Secondo il consigliere, un’allerta non può sostituire la manutenzione e la prevenzione: non può mettere in sicurezza un edificio, sistemare un argine, pulire un fosso o risolvere una criticità idraulica. Gli ultimi due giorni, a suo giudizio, dovrebbero quindi aprire una riflessione sulle condizioni del territorio e delle infrastrutture, anche alla luce di fenomeni meteorologici considerati sempre più frequenti e intensi.

Banchelli ha infine richiamato le ricadute economiche delle decisioni assunte durante le allerte. Oltre alle amministrazioni, a sostenere i costi sono cittadini e attività commerciali, penalizzati dalla riduzione delle presenze, dalla cancellazione degli eventi e dalle giornate di lavoro compromesse. La questione posta al centro del dibattito riguarda dunque la possibilità di convivere con il maltempo attraverso interventi strutturali e regole condivise, evitando che la chiusura diventi l’unica risposta alle perturbazioni.