Merate (LC)

Intervento di sistemazione per il torrente Ruschetta, il Comune partecipa al bando regionale

Lavori di sistemazione in programma per il torrente Ruschetta nel tratto che va dallo stagno di San Rocco fino al confine con Imbersago

Intervento di sistemazione per il torrente Ruschetta, il Comune partecipa al bando regionale

Lavori di sistemazione in programma per il torrente Ruschetta nel tratto che va dallo stagno di San Rocco fino al confine con Imbersago.

Un intervento da 155mila euro, per il quale la Giunta ha approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica e presentato domanda di finanziamento a un bando regionale.

Intervento di sistemazione per il torrente Ruschetta, il Comune partecipa al bando regionale

Se la richiesta venisse accolta, il Comune otterrebbe circa 107mila euro, coprendo la parte rimanente – poco più di 47mila euro – con risorse proprie.

Il torrente Ruschetta nasce dal lago di Sartirana, di cui è l’unico emissario, e scorre attraverso il territorio meratese prima di confluire nell’Adda.

Il tratto interessato dall’intervento è quello più vicino al confine con Imbersago, dove negli anni scorsi il Comune vicino aveva già lavorato più a valle con una serie di interventi di sistemazione idraulica e riqualificazione ambientale, finanziati nell’ambito di bandi regionali.

Il progetto meratese si collega dunque a quel lavoro già svolto, affrontando ora il tratto immediatamente a monte. I problemi da risolvere sono due. Da un lato il torrente erode la sponda destra, destabilizzando i versanti e generando frane.

Dall’altro, le protezioni spondali costruite qualche decennio fa – gabbionate metalliche riempite di pietra – sono ormai degradate e non svolgono più la loro funzione. Lasciarle lì peggiora la situazione invece di migliorarla.

L’intervento serve a correggere la pendenza dell’alveo, rallentare l’erosione e mettere in sicurezza le sponde, usando esclusivamente tecniche di ingegneria naturalistica – legname, pietrame, talee, arbusti – senza ricorrere al cemento.

I lavori prevedono prima di tutto la pulizia dell’alveo, eliminando la vegetazione invadente e rimuovendo degli alberi caduti che ostruiscono il corso d’acqua, su una fascia di due metri per sponda. Le vecchie gabbionate degradate verranno smontate e il pietrame recuperato sarà riutilizzato per le nuove sistemazioni.

Con l’intervento saranno realizzate otto briglie in pietrame e legname, strutture trasversali che attraversano l’alveo e servono a frenare la corrente, ridurre la pendenza e favorire il deposito di materiale. Alle loro spalle verranno piantate talee e arbusti.

A valle di queste briglie principali ne verranno costruite altre tre più basse, realizzate con palizzate di tronchi infissi nel fondo dell’alveo, per accelerare il deposito e evitare che l’acqua scavi troppo subito dopo la caduta.

Per le scarpate già franate sulla sponda destra, l’intervento prevede lo scoronamento e il rimodellamento delle pareti per ridurre le parti a strapiombo, la posa di biostuoie – stuoie biodegradabili che trattengono il terreno mentre la vegetazione si insedia – e l’inerbimento.

Lungo tutto il tratto verrà infine realizzata una palificata semplice di protezione spondale in sponda destra, alta circa un metro, che sostituirà le vecchie gabbionate e terrà il versante lontano dall’azione erosiva dell’acqua. Una delle difficoltà principali del cantiere, segnalata già nel progetto, è l’accesso ai luoghi.

Il torrente scorre in una zona non facilmente raggiungibile con i mezzi, e questo complicherà le operazioni.