Toscana

Finto maresciallo tenta la truffa, ma la vittima lo smaschera

Una telefonata chiedeva dati sull'auto e un incontro, ma il destinatario ha verificato subito l'identità.

Un tentativo di truffa telefonica è stato sventato da un ex comandante della Polstrada di Massa Marittima, contattato sul telefono fisso da un uomo che si è presentato come un maresciallo in servizio a Follonica. Il falso militare, con un chiaro accento napoletano, ha sostenuto che la targa dell’automobile dell’uomo fosse stata clonata e utilizzata nella mattinata per commettere un grave furto.

Nel corso della telefonata, il sedicente maresciallo ha chiesto informazioni sul tipo di vettura e sulla relativa targa. Ha inoltre domandato con chi fosse in casa e invitato l’interlocutore a raggiungere Follonica per completare alcune formalità. La richiesta prevedeva anche di non spegnere il cellulare durante lo spostamento, un dettaglio che avrebbe dovuto impedire alla possibile vittima di verificare autonomamente quanto stava accadendo.

La verifica con la Compagnia

L’ex poliziotto non ha seguito le indicazioni ricevute. Quando ha rifiutato di scendere a Follonica, dall’altra parte del telefono gli è stato riferito che l’operazione sarebbe stata autorizzata da un superiore e gestita attraverso una videoconferenza. La spiegazione non lo ha convinto e ha rafforzato i suoi sospetti.

A quel punto l’uomo ha contattato la Compagnia di Follonica, ricevendo la conferma che il maresciallo indicato nella telefonata non esisteva e che si trattava di un tentativo di raggiro. Il numero utilizzato dal chiamante è rimasto memorizzato sul cellulare dell’ex comandante, ma dopo quella verifica non sono arrivate altre telefonate.

Il caso si è quindi concluso senza conseguenze per la persona contattata, che ha riconosciuto rapidamente lo schema della truffa proprio grazie alla propria esperienza professionale. L’episodio ripropone il rischio di telefonate in cui falsi appartenenti alle forze dell’ordine utilizzano presunti reati e richieste urgenti per ottenere informazioni personali o spingere il destinatario a seguire istruzioni non verificate.