La parola Mondiale resta bandita. Non perché in Ferrari manchi l’ambizione, ma perché a Maranello è cambiato l’approccio. Dopo il successo di Charles Leclerc a Silverstone, il secondo nelle ultime tre gare, il team principal Fred Vasseur ha ribadito ancora una volta la linea della squadra: niente proclami, nessun calcolo sulla classifica, soltanto concentrazione sul prossimo appuntamento.
Alle domande sulle possibilità iridate della Ferrari, il manager francese ha risposto con ironia, indicando un orecchio: «Sei sordo? Ho detto che non usiamo quella parola». Una battuta che racchiude perfettamente la filosofia adottata dal Cavallino dopo le difficoltà della passata stagione.
La nuova mentalità della Ferrari
A Maranello il mantra è semplice: pensare gara dopo gara. Nessuna euforia dopo le vittorie, così come nessun allarmismo nei momenti complicati.
Vasseur continua a ribadire che il percorso di crescita non può essere accelerato artificialmente.
«Sappiamo cosa dobbiamo fare per migliorare e il divario dalla Mercedes non si colma dall’oggi al domani. Tornati in fabbrica continueremo a lavorare con lo stesso approccio, concentrandoci esclusivamente sul prossimo weekend», è il messaggio che il team principal continua a trasmettere alla squadra.
Una filosofia che ha permesso alla Ferrari di ritrovare stabilità dopo un 2025 privo di successi e caratterizzato da numerose difficoltà.
La rivoluzione silenziosa di Vasseur
Dietro ai risultati c’è un cambiamento organizzativo profondo. Vasseur ha costruito una struttura tecnica più definita, affidandosi ai collaboratori di fiducia e ridefinendo responsabilità e processi interni.
Tra le figure chiave della nuova organizzazione spiccano il vice team principal Jerome d’Ambrosio e il responsabile dell’ingegneria di pista Matteo Togninalli, protagonisti di una riorganizzazione che ha reso il lavoro del team più efficace e lineare.
L’obiettivo non è uniformare ogni scelta tecnica, ma permettere ai singoli di lavorare nelle condizioni migliori.
Leclerc e Hamilton, due strade diverse
Uno degli aspetti più innovativi del nuovo metodo Ferrari riguarda la gestione dei due piloti. La squadra non impone più una direzione tecnica comune a tutti i costi.
Lo ha spiegato lo stesso Leclerc, che ha raccontato di aver provato inizialmente a seguire la strada scelta da Lewis Hamilton, salvo poi tornare a una configurazione più adatta al proprio stile di guida.
Da quel momento le prestazioni del monegasco sono cresciute sensibilmente.
La Ferrari ha così accettato che due piloti possano percorrere percorsi differenti pur contribuendo allo stesso obiettivo comune.
Il lavoro di squadra dietro il successo
Dopo la vittoria di Silverstone, Leclerc ha voluto condividere il merito con tutto il gruppo che lo segue quotidianamente.
Il primo ringraziamento è stato per il suo ingegnere di pista Bryan Bozzi, che dal 2024 lavora al suo fianco e ha festeggiato insieme a lui sul podio. Il monegasco ha poi citato anche il preparatore atletico Andrea Ferrari e il performance engineer Johannes Hatz, figure fondamentali nella preparazione di ogni weekend.
Anche Hamilton sembra aver finalmente trovato il giusto equilibrio con il proprio staff. Il sette volte campione del mondo ha costruito un rapporto sempre più solido con il nuovo ingegnere di pista Carlo Santi, definito dallo stesso britannico «il Bono italiano», in riferimento allo storico ingegnere che lo ha accompagnato per dodici stagioni in Mercedes.
La fiducia come punto di forza
Secondo Vasseur, il vero salto di qualità della Ferrari nasce soprattutto dal clima che si respira all’interno del team.
Ogni componente della squadra deve sentirsi libero di dare il proprio contributo, senza la necessità di uniformare metodi o idee.
È proprio questa fiducia reciproca, unita a un’organizzazione più efficace e alla libertà concessa ai due piloti nello sviluppo delle rispettive monoposto, che oggi rappresenta la vera forza della Ferrari. Il metodo è cambiato e, insieme ai risultati, è questa la novità più importante emersa nelle ultime settimane.