Mantova (MN)

Notte di soccorso a Mantova: la Polizia Locale salva due senzatetto dal degrado e dalla strada

Grazie al protocollo Prins del Comune, un 33enne e una donna di 64 anni sono stati sottratti all'emarginazione e accolti in strutture protette

Notte di soccorso a Mantova: la Polizia Locale salva due senzatetto dal degrado e dalla strada

Nelle notti del 26 e 27 luglio 2026, la Polizia Locale di Mantova e i Servizi Sociali hanno soccorso un 33enne pakistano e una 64enne italiana che dormivano in strada. Grazie al protocollo PRINS, entrambi sono stati accolti in strutture protette con pasti caldi, alloggio e percorsi di reinserimento sociale.

Notte di soccorso a Mantova

Le pattuglie della Polizia Locale di Mantova non presidiano le vie cittadine soltanto per la prevenzione dei reati e il controllo del territorio. Durante le ore notturne, il servizio di pattuglia si trasforma spesso in un fondamentale baluardo di umanità, prossimità e soccorso diretto per chi si trova ai margini della società.

Nelle notti di domenica 26 e lunedì 27 luglio scorse, gli agenti del Comando cittadino, operando in stretta sinergia con il Servizio Sociale del Comune di Mantova, hanno condotto a termine una serie di delicati interventi di assistenza in favore di persone che versavano in condizioni di estrema fragilità e vulnerabilità.

I controlli si sono concentrati nelle aree verdi e nelle piazze del centro urbano dove erano state segnalate situazioni di grave marginalità. In particolare, gli operatori sono intervenuti in soccorso di un giovane trentatreenne di origine pakistana, senza fissa dimora, sorpreso a dormire su una panchina nei pressi di piazza Martiri. Negli stessi servizi è stata rintracciata anche una donna italiana di 64 anni, rimasta senza un tetto nei giardini Viola in seguito all’esecuzione di uno sfratto da un alloggio Aler.

Mediazione e dialogo

L’aspetto determinante dell’operazione è stato l’approccio adottato dagli agenti. Nessun blitz punitivo o allontanamento coatto, bensì un’azione incentrata sul dialogo, sull’ascolto attivo e sulla mediazione culturale e sociale. Grazie a questo atteggiamento empatico, gli operatori sono riusciti a vincere le iniziali resistenze dei due senza dimora, convincendoli ad accettare i soccorsi e le soluzioni abitative messe a disposizione dalla rete comunale.

Pasto caldo, letto e inclusione sociale

Una volta accettato l’aiuto, per i due cittadini si sono aperte le porte del protocollo PRINS (Progetto di Interventi Sociali), uno strumento fortemente voluto dall’Amministrazione comunale di Mantova e predisposto dai Servizi Sociali per rispondere con tempestività alle emergenze di strada.

Il 33enne e la 64enne sono stati trasferiti in sicurezza presso le strutture di accoglienza convenzionate con l’Ente. Qui, oltre a ricevere un tetto sopra la testa, un letto pulito, beni di prima necessità e un pasto caldo, sono stati presi in carico dagli operatori sociali. Per ciascuno di loro verrà avviato un percorso personalizzato di inclusione sociale, studiato ad hoc per rimuovere le cause del disagio e scongiurare definitivamente il ritorno alla vita di strada.

L’operazione si inserisce nel quadro dei capillari controlli svolti a tutela del decoro urbano ma orientati, al tempo stesso, alla cura e alla salvaguardia della persona umana e della salute pubblica. Sull’esito dell’intervento è intervenuto l’assessore del Comune di Mantova Davide Provenzano, che ha sottolineato l’importanza del lavoro di squadra:

“Questo intervento testimonia quanto sia fondamentale il lavoro di rete tra Polizia Locale, Servizi Sociali e realtà del territorio. La gestione delle fragilità richiede presenza costante, capacità di ascolto e costruzione di relazioni di fiducia: non sempre, infatti, le persone che vivono situazioni di grave difficoltà sono immediatamente disponibili ad accettare un aiuto, ed è proprio per questo che l’attenzione e il monitoraggio delle situazioni di bisogno devono essere continui.

La Polizia Locale svolge un ruolo prezioso anche sotto questo profilo, affiancando alle attività di sicurezza urbana una significativa funzione di prossimità e di intercettazione delle fragilità. È un impegno quotidiano, spesso silenzioso, che permette di avvicinare persone in condizioni di vulnerabilità e creare le condizioni per un percorso di sostegno e inclusione. A tutti gli operatori coinvolti – ha concluso l’assessore – va il riconoscimento per un’azione coordinata che mette al centro la persona e la tutela della comunità”.