Il testamento biologico, o Disposizione anticipata di trattamento (Dat), riscontra una bassa adesione tra i cittadini mantovani. Con una media di una Dat ogni 182 abitanti, Mantova si colloca all’ultimo posto in Lombardia e al sessantottesimo a livello nazionale, secondo il recente report dell’Osservatorio Dat dell’associazione Luca Coscioni.
L’analisi, che ha visto coinvolti tutti i 7.894 Comuni italiani, porta alla luce il dato di 1.853 Dat depositate nella provincia dall’entrata in vigore della legge. I confronti con le altre province lombarde evidenziano un netto ritardo per Mantova, che si posiziona dietro province come Varese, che detiene il primato regionale con una Dat ogni 104 residenti, e Milano, al trentunesimo posto nazionale, con una Dat ogni 138 abitanti.
Distribuzione non omogenea
La diffusione delle Dat varia anche all’interno della provincia. Secondo la ricerca, ci sono undici comuni che superano la media lombarda, con Solferino che registra un record di una Dat ogni 68 abitanti. Il capoluogo di provincia si posiziona al settimo posto con una Dat ogni 121 abitanti. Altri comuni con dati superiori alla media lombarda includono Quingentole (una ogni 74), Viadana (una ogni 84) e Borgo Mantovano (una ogni 148). Tuttavia, alcuni comuni, come San Martino dell’Argine, hanno dati allarmanti, con una Dat ogni 1.401 abitanti.
Carenza di comunicazione
Secondo i vertici dell’associazione, Filomena Gallo e Marco Cappato, questo fenomeno non indica un disinteresse dei cittadini, bensì una scarsa comunicazione pubblica. Gallo e Cappato affermano che “senza il diritto alla conoscenza, gli altri diritti rimangono solo sulla carta”. Nonostante i dati attuali, si evidenzia un aumento del 18,2% delle Dat depositate rispetto al 2023, raggiungendo un totale di 278.329 Dat nei comuni italiani. Tuttavia, questa crescita avviene in assenza di campagne informative da parte del ministero della Salute e delle strutture sanitarie.