Addio a Paolo Borghi, scultore di fama internazionale

Si è spento a 85 anni l'artista che ha portato l'arte varesina nel mondo.

Si è spento all’età di 85 anni Paolo Borghi, scultore di fama internazionale che ha legato indissolubilmente il proprio nome e la propria poetica al territorio di Malnate. Nato a Como nel 1942, Borghi lascia un patrimonio di opere monumentali riconosciute e apprezzate in tutto il mondo. La sua scomparsa segna una grave perdita per la comunità locale e per l’intero panorama dell’arte contemporanea.

Formazione e carriera

La formazione di Paolo Borghi inizia nella bottega del padre, rinomato cesellatore e orafo, dove apprende i segreti e le tecniche della lavorazione dei metalli nobili. Successivamente perfeziona i suoi studi di pittura, scultura e architettura frequentando l’Accademia di Brera e il Castello Sforzesco a Milano. A partire dagli anni Sessanta sceglie di dedicarsi appieno alla scultura, sviluppando una straordinaria maestria nell’uso del bronzo prima e del marmo di Carrara poi, intrecciando spesso la propria ricerca stilistica con i temi della classicità e del mito.

Opere di prestigio

Nel corso dei decenni, Borghi firma opere di enorme prestigio in Italia e all’estero. Tra le sue realizzazioni più celebri si annoverano le monumentali sculture commissionate negli Stati Uniti per il Mola Center di Los Angeles, la scultura bronzea del monumento funerario dell’arcivescovo martire Óscar Romero nella Cattedrale di San Salvador e la medaglia ufficiale per il Giubileo del 2000. Intenso e proficuo è stato anche il sodalizio artistico con l’architetto Paolo Portoghesi, con cui collabora a lungo per la realizzazione di importanti complessi architettonici e liturgici in tutta Italia.

Nonostante il respiro internazionale della sua produzione, il maestro ha sempre mantenuto un rapporto viscerale con Malnate e la provincia di Varese. È nella città dove risiedeva che si possono ammirare opere come il “Monumento all’emigrante – Ulisse” al Parco Primo Maggio, la scultura “Il Costruttore”, la decorazione della cappella di San Paolo e il pannello in bronzo sulla torre campanaria della chiesa parrocchiale di San Martino. Senza dimenticare la statua della “Resurrezione”, collocata nell’abside della chiesa di San Lorenzo nella frazione di Gurone, e le opere realizzate per Gorla Maggiore.

Con la scomparsa di Paolo Borghi, il territorio perde un interprete raffinato, capace di coniugare il rigore formale dell’arte classica con una profonda sensibilità contemporanea. Le sue opere, diffuse nelle piazze, nei musei e nei luoghi di culto di tutto il mondo, continueranno a testimoniare il talento di un artista che ha saputo portare il nome di Malnate nel firmamento della grande scultura.

«Con la scomparsa di Paolo Borghi – dichiara il sindaco Nadia Cannito, a nome di tutta la Giunta e del Consiglio Comunale – perdiamo non solo un grandissimo maestro, ma un concittadino illustre che ha lasciato segni indelebili della sua arte nei luoghi simbolo della nostra vita quotidiana. Le sue sculture nel nostro comune e nel mondo restano una testimonianza eterna del suo talento, della sua ricerca poetica e della sua generosità culturale. Alla sua famiglia e ai suoi cari vanno le più sentite condoglianze da parte dell’intera comunità malnatese».